Una conquista di civiltà, che rivendichiamo e che oggi dobbiamo rafforzare, perché lo sfruttamento non è un destino inevitabile ma il risultato di un modello economico che mette troppo spesso il profitto davanti ai diritti delle persone.
La strada fatta è importante, ma non basta. Restano problemi enormi: servono più controlli, più trasparenza e regole rispettate.
Ora la sfida è fare un passo avanti: non lasciare indietro nessuno e costruire un’economia che non abbia bisogno dello sfruttamento per stare in piedi.