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Schlein: sulla legge elettorale lo slogan del Governo e' "prima le poltrone"

08 Ottobre 2026

Ci tenete inchiodati da cinque mesi a parlare solamente di legge elettorale. Da giugno a ottobre non vi siete occupati di altro che provare a garantire il vostro potere. Sono quattro anni che siete al governo. Ma per l’Italia che cosa avete fatto?

Mettete la testa fuori un secondo da questi palazzi. Smettete di ignorare gli italiani. Lo sapete che sono arrivati a Roma 700 persone tra gli sfollati dei Campi Flegrei che aspettano risposte? Seimila persone senza casa, chiedono ristori, sospensione dei mutui. Solo di voi vi state occupando da mesi.

Lo sapete che ci sono agricoltori che bloccano le strade in Calabria per la disperazione? Niente, per voi l’unica priorità è cambiare questa legge elettorale, mentre litigate. Ballottaggio sì o ballottaggio no, dipende dall’ultimo sondaggio. Preferenze sì o preferenze no? Preferenze forse, preferenze a metà. L’avete chiusa così.

Le imprese intanto chiudono per i costi dell’energia, che sono i più cari d’Europa. Le famiglie devono scegliere tra pagare l’affitto, le bollette, perché tutto non riescono a pagare. Sei milioni di italiani rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa sono troppo lunghe e ci sono famiglie che non sanno più come andare a lavorare o portare i figli a scuola per i prezzi stellari dei carburanti.

Tutto questo non è successo per caso. È successo perché avete scelto di occuparvi soltanto di voi, per la vostra indifferenza ai problemi reali degli italiani. Ed è successo non solo per sciatteria o incompetenza.

Guardate, voi avete scelto, avete scelto di stare dalla parte delle grandi società petrolifere ed energetiche, che continuate a ringraziare quando dovreste ringraziare gli italiani per i sacrifici che fanno.

Avete scelto di stare dalla parte di grandi interessi della sanità privata, che peraltro è anche ben rappresentata nel vostro governo, e non dalla parte di chi chiede di curarsi senza dover prima dare la carta di credito.

Avete scelto di buttare 13 miliardi di euro nel progetto inutile, dannoso e bloccato dalla Corte dei conti del Ponte sullo Stretto di Messina e ve ne infischiate di milioni di italiani che, per spostarsi ogni giorno, arrivano almeno due ore in ritardo.

E avete scelto di buttare quasi un miliardo di euro per delle prigioni inumane, vuote, illegali in Albania, anziché assumere più agenti di polizia che stanno sotto organico in tutto il Paese. E parlate ancora di sicurezza, ipocriti!

Avete scelto di usare i bambini nelle classi come strumento di propaganda, anziché pagare meglio gli insegnanti e investire sulla messa in sicurezza delle scuole.

Avete scelto di stare dalla parte di Trump e Netanyahu, anziché da quella del diritto internazionale.

Questo fa la destra in tutta Europa, come in Italia: sta dalla parte dei più ricchi e degli oligarchi e degli altri si disinteressa.

E quando la realtà viene a galla cosa fate? Vi arroccate al potere, vi attaccate alle poltrone perché avete paura del momento in cui gli italiani vi chiederanno conto. Avete paura della democrazia e tentate di manipolarla.

Provate fastidio per i pesi e i contrappesi della nostra Costituzione, allora cercate di manometterla. L’avete fatto con l’autonomia differenziata, lo Spacca Italia bocciato dalla Corte costituzionale. L’avete fatto con la riforma della giustizia, bocciata da 15 milioni di italiani. Volevate farlo con il premierato e ora cercate di tradurlo in questa pessima legge elettorale.

L’unica priorità di Giorgia Meloni è cambiare la legge elettorale. A pochi mesi dal voto pretende di cambiare le regole con la partita già in corso, peraltro a colpi di fiducia. Proprio lei, ve la ricordate alle conferenze stampa di inizio anno a dire quanto la legge elettorale fosse una materia squisitamente parlamentare? E allora la coerenza dove l’ha lasciata, che ha messo tre fiducie su questa legge elettorale?

Fiducia che mi pare non ci sia, a giudicare dai cinque colonnelli che avete piazzato nell’ultima fila. Vi siete cambiati di posto per controllare dove metteva il ditino il proprio vicino.

Poi dite che questa pessima legge serve per la stabilità, che è un po’ contraddittorio, mi consentirete, visto che vi vantate di essere stati la maggioranza più stabile eletta con la legge attuale. E dopo quattro anni scopriamo che per essere stabili avete bisogno disperato di cambiare questa legge elettorale.

Allora, se davvero siete così forti, perché non vi presentate agli elettori con le stesse regole di quattro anni fa? La verità è che avete paura di perdere. La verità è che la novità siamo noi: un’alleanza progressista unita, competitiva, che ha preso più voti assoluti di voi in tutte le ultime tornate elettorali. Noi oggi siamo uniti e divisi siete voi.

Una legge elettorale dovrebbe essere scritta insieme. Invece voi ve la siete apparecchiata in una notte prima del referendum, per paura che dopo la sconfitta non ve l’avrebbero fatta cambiare.

Dovrebbe essere una regola che si considera giusta a prescindere da chi vince. Altrimenti non state scrivendo una buona regola, state cercando la vostra convenienza. Ed è innegabile che questa legge sia cambiata diverse volte a seconda della convenienza e dei sondaggi dell’ultima ora. Modelli annunciati e poi abbandonati, soluzioni corrette in corsa, compromessi raggiunti dopo scontri e scambi dentro alla maggioranza.

È una legge sbagliata e incostituzionale perché anzitutto ha un premio di maggioranza abnorme, che rischia di far raggiungere il quorum di garanzia a chi vince quasi da solo. E guardate, la governabilità è un principio che però va tenuto sempre in equilibrio con la rappresentanza. Questo dice la giurisprudenza costituzionale.

Questa legge è un antipasto di premierato. Ho apprezzato la sincerità del collega della… della Lega. È un antipasto di premierato, sì, con l’indicazione obbligatoria del premier, fatta però con una legge ordinaria, senza rischiare un altro referendum costituzionale.

Avevate presentato il premierato come la madre di tutte le riforme, però questa madre l’avete abbandonata voi stessi in un cassetto. Ma guardate che la nostra… la nostra Repubblica continuerà a essere questa, cioè non è che potete ottenere con una legge ordinaria quello che non avete fatto cambiando la Costituzione.

Siamo e rimarremo una Repubblica parlamentare. Se volete cambiare la forma di governo, abbiate la coerenza e la decenza di passare per il percorso di riforma costituzionale necessario.

Avete preso poi lezione da Trump. Sì, perché vi siete ridisegnati i collegi dell’estero per favorire i vostri candidati.

E guardate che, come se non bastasse, avete alzato a dismisura il numero di firme richieste per chi si presenta per la prima volta, da 40.000 a 372.000 firme, e avete impedito anche di raccogliere le firme digitali nel 2026. Avete impedito di usare la piattaforma che già esiste per raccogliere le firme per il referendum.

Allora, volete ridurre la democrazia alla scelta di un capo, ma la democrazia non è un assegno in bianco a chi vince il giorno delle elezioni. La democrazia è che per tutti quei cinque anni i cittadini possano far sentire la loro voce e incidere sulle scelte che fanno i propri rappresentanti.

Avete bocciato gli emendamenti nostri, unitari delle opposizioni, per reintrodurre le preferenze per tutti, perché dovevate a tutti i costi reinserire i capilista bloccati, così che meno di un parlamentare su cinque sarà eletto con delle preferenze. Ci sono forze politiche qui che non eleggeranno nemmeno uno, probabilmente, parlamentare con le preferenze.

E la cosa ancor più grave, l’hanno detto i miei colleghi che mi hanno preceduto, è che la prima presidente del Consiglio donna ha cancellato la parità di genere. Cioè, dopo che è arrivata lei, chi se ne frega delle altre. Ma non ce ne facciamo nulla di una presidente donna che non si batta per tutte le altre donne di questo Paese.

I capilista potrebbero essere tutti uomini e rinnovo l’appello alle deputate della destra: reagite, ribellatevi, perché se non usate adesso la vostra voce, il vostro voto, a prescindere dalle nostre idee diverse, nel prossimo Parlamento rischia di non esserci più quella voce.

Oggi io vi chiedo che cosa è cambiato rispetto a luglio. La norma è esattamente la stessa che avevate rigettato in un voto segreto. E fuori da quest’Aula, guardate, il Paese continua ad avere problemi che sono molto più urgenti di questa legge elettorale.

Siete andati al governo promettendo il taglio delle tasse. Le tasse sono al record degli ultimi dieci anni. Si ricorda, presidente Meloni — non è qui — ma si ricorda quando faceva i video davanti al benzinaio per dire che avrebbe abolito tutte le accise?

Ecco, la realtà sta presentando molto chiaramente il conto, perché ieri a Milano il gasolio ha sfiorato i tre euro. E allora smettete di ringraziare le società energetiche e fate qualcosa per gli italiani.

Siete terrorizzati dal giudizio degli italiani. E una classe politica che teme gli elettori non merita la loro fiducia.

Non siete stati in grado di cambiare l’Italia se non in peggio. Vi siete occupati soltanto del vostro futuro, mentre gli italiani hanno lottato per il loro presente. E allora, per la prossima campagna elettorale, abbiate il coraggio di dire la verità e presentarvi con lo slogan giusto: «Prima le poltrone». Questo è il vostro slogan.

La legge elettorale dovrebbe rappresentare gli elettori, non proteggere gli eletti. E allora noi voteremo convintamente contro.

Tenete presente che le regole della… della democrazia non possono essere piegate alle esigenze di chi governa oggi, perché il potere che oggi esercitate vi è affidato per un tempo.

E allora cambiatevi pure da soli questa legge elettorale, perché tanto noi saremo in grado, con la nostra alleanza progressista, di vincere con qualunque legge elettorale e cambiare in meglio la vita degli italiani. Sì.


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