L’intelligenza artificiale non è soltanto una nuova frontiera dell’innovazione. È una questione di autonomia, sicurezza e capacità strategica del Paese.
E' importante la proposta lanciata a DigithON: costruire un Polo strategico dell’IA a controllo pubblico, capace di mettere insieme ricerca, potenza di calcolo, competenze e capacità industriale.
Con l’avanzare dell’IA agentica, sistemi sempre più autonomi entreranno nella sanità, nell’energia, nei trasporti, nella pubblica amministrazione e nelle infrastrutture critiche. Non possiamo permetterci di dipendere interamente da tecnologie e piattaforme che non controlliamo.
È una sfida che riguarda l’Italia, ma che deve avere una dimensione europea. La proposta di Elly Schlein per un CERN europeo dell’intelligenza artificiale va proprio in questa direzione: unire ricerca, università e conoscenza di frontiera, costruendo una capacità tecnologica europea all’altezza della competizione globale.
Pubblico e privato devono fare ciascuno la propria parte: il pubblico garantendo sicurezza, interesse generale e autonomia strategica; il privato portando innovazione, velocità e capacità industriale.
Non si tratta di chiudersi al mondo. Si tratta di essere nelle condizioni di cooperare con tutti senza dipendere strutturalmente da nessuno.
È una discussione che dobbiamo aprire adesso, perché riguarda una parte decisiva del futuro dell’Italia e dell’Europa.