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Sereni: il rapporto Gimbe conferma i tagli sulla sanita'

07 Ottobre 2026

"La presentazione del rapporto della Fondazione Gimbe 2026 ha confermato le criticita' che affronta il Ssn. Siamo il Paese del G7 che investe di meno sulla sanita', sempre piu' distanti dalla media europea e Ocse. A fronte di questo dato - che definitivamente smentisce la narrazione del governo Meloni - aumentano le diseguaglianze socioeconomiche e territoriali e la poverta' sanitaria, con 5,8 milioni di persone che rinunciano a prestazioni sanitarie. Per questo, come ha affermato la nostra Segretaria Elly Schlein, per il campo progressista la priorita' sara' proprio invertire la tendenza al definanziamento della sanita' pubblica e raggiungere la media europea del 7,1% sul Pil. E' questo un passaggio ineludibile per poter fare le riforme necessarie al rilancio del SSN. Innanzitutto, come confermano i dati del Rapporto Gimbe, e' urgente valorizzare e promuovere l'attrattivita' delle professioni sanitarie nel Ssn: un piano straordinario di assunzioni, retribuzioni adeguate, formazione, percorsi di carriera, incentivi per coprire posizioni nelle aree svantaggiate, organizzazione che consenta la conciliazione tra lavoro e vita". Cosi' Marina Sereni, responsabile salute e sanita' nella segreteria del Pd. "Serve poi un riequilibrio pubblico/privato: le risorse aggiuntive devono servire esclusivamente a migliorare le strutture e i servizi pubblici. Va rilanciata la programmazione pubblica (nazionale e regionale) fondata sui bisogni di salute delle comunita' per definire correttamente il ruolo complementare del privato convenzionato. In questo contesto bisogna ripensare il rapporto tra assistenza ospedaliera e territoriale, anche utilizzando al meglio le opportunita' offerte dall'innovazione tecnologica: in una societa' che invecchia, in cui aumentano cronicita', fragilita' e bisogni di salute complessi, e' sempre piu' necessario investire sulla prevenzione, partire dalla casa come primo luogo di cura, garantire una presa in carico di prossimita' e una reale integrazione sociosanitaria. Tutto questo e' possibile solo attuando pienamente il Dm 77 e facendo funzionare le Case della Comunita', coinvolgendo i Mmg e tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie in un lavoro di equipe multidisciplinare. In questo quadro per noi e' assolutamente prioritaria un'attenzione particolare alla salute mentale, perche' disagio psicologico e disturbi mentali stanno crescendo, in particolare tra adolescenti e giovani, e meritano una risposta che non puo' dipendere dal portafoglio o dal luogo di residenza", conclude Sereni. 


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