"Oggi chiudiamo una fase. Basta con questo tormentone logorante della ricerca di un federatore, perché sembra che ci sia potenzialmente qualcuno sempre di meglio e che in campo non c'è. Faremo le primarie, dove per candidarsi bisognerà sottoscrivere dei punti programmatici comuni, tra cui ovviamente la politica estera". Lo ha detto il senatore Pd Dario Franceschini alla direzione. "Se faremo le primarie nel momento giusto, in base a quando si voterà alle politiche, e nel modo più virtuoso, non è detto che debbano essere divisive. Dove sta scritto che le primarie non siano invece un elemento dell'amalgama in cui ognuno porta le proprie idee, le proprie persone, le proprie testimonianze, i propri punti di riferimento e poi dopo si uniscono nella battaglia comune per le elezioni politiche? Non sta scritto da nessuna parte che questo non sia possibile. Dipende solo dalla volontà dei protagonisti, dei partiti e delle persone. E quindi basta con questo dibattito sui federatori. Fissiamo i punti sul programma, dieci punti programmatici tra cui chiaramente la politica estera, che saranno la cornice che tutti i partiti che concorrono alle primarie sottoscrivono. Dieci punti e alcune regole chiare di apertura e poi prepariamoci, dopo aver vinto le primarie, alla lunga corsa per le elezioni"