Oggi la memoria fa un respiro più profondo.
Perché il 1 ottobre del 1858 nacque Venanza, la mia trisavola. Una diagnosta e guaritrice che si è donata agli altri essendo, prima di tutto, una Donna!
Impossibile non sentirla vicina ancora oggi. Un’anima autentica, capace di racchiudere il senso più puro del dono in poche, chiarissime parole:
“Chi segna non chiede soldi, visto che quello che ha è un dono; la segnatrice deve donarlo a sua volta”.
Non c’era vanità nelle sue mani, né orgoglio nello sguardo. Venanza non si è mai considerata speciale; si sentiva semplicemente un tramite, una donna a servizio di un’energia più grande, di un flusso antico che curava, custodiva e univa.
È da radici così profonde, da custodi della vita e della libertà come lei, che prende forma la trama di chi siamo. Da donne che hanno tracciato strade senza fare rumore, regalandoci l'eredità più grande: la forza di esistere e di donarsi.
Buon compleanno nonna Venanza.
La tua luce scorre ancora qui.