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Marziali: violenza contro le donne, i dati in Italia

24 Settembre 2026

𝑽𝒊𝒐𝒍𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒅𝒂𝒍𝒍’𝒊𝒏𝒇𝒂𝒏𝒛𝒊𝒂 𝒂𝒍𝒍’𝒆𝒕𝒂̀ 𝒂𝒅𝒖𝒍𝒕𝒂 – 2025

Circa tre milioni di donne italiane hanno sperimentato almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni, corrispondente al 15,3% della popolazione femminile tra i 16 e i 75 anni. Nelle donne straniere, la percentuale è dell’11,4%, equivalente a oltre 244.000 persone.
Questi dati emergono dal nuovo studio Istat intitolato “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – 2025”, basato sulla terza indagine sulla sicurezza delle donne.
La ricerca evidenzia che la violenza si verifica principalmente in ambito familiare o è perpetrata da individui conosciuti. Solo nel 2,1% dei casi tra le italiane e nello 0,6% tra le straniere è causata da sconosciuti. L’8,2% delle donne italiane e il 3,4% delle straniere segnalano di aver subito violenza sessuale prima dei 16 anni, con la maggior parte degli episodi che si verifica tra gli 11 e i 16 anni; tuttavia, l’8,2% riferisce di aver vissuto un primo episodio prima dei 6 anni. Inoltre, un milione e 847.000 donne italiane, pari al 9,2%, e oltre 206.000 straniere dichiarano di aver subito violenze fisiche prima dei 16 anni.
L’Istat sottolinea che “la violenza più grave è perpetrata dai genitori”. I dati rivelano anche una “chiara associazione” tra il clima familiare, le violenze sofferte durante l’infanzia e il rischio di subire violenze in età adulta. Tra le italiane che hanno subito umiliazioni e svalutazioni da parte dei genitori, il 38,1% riporta di aver vissuto anche violenza fisica o sessuale da parte loro; tra le straniere, questa percentuale sale al 45,9%.
Questi risultati mostrano come la violenza vissuta durante l’infanzia non rappresenti un episodio isolato, ma possa influenzare profondamente la vita delle donne, aumentando il rischio di subire ulteriori abusi in età adulta.
Un ambiente familiare caratterizzato da paura, controllo, umiliazioni e svalutazione può compromettere lo sviluppo dell’autostima e rendere più difficile riconoscere o interrompere relazioni violente. Diventa quindi fondamentale intervenire precocemente attraverso l’educazione al rispetto, all’affettività e alla parità di genere, oltre a garantire ascolto e protezione alle minori. La prevenzione deve coinvolgere famiglie, scuole, servizi sociali e istituzioni, così da individuare tempestivamente i segnali di disagio e offrire sostegno alle vittime.
In conclusione, i dati dell’Istat evidenziano che contrastare la violenza contro le donne significa agire già dall’infanzia. Solo creando contesti familiari e sociali sicuri, promuovendo una cultura fondata sul rispetto e assicurando adeguati percorsi di aiuto sarà possibile spezzare il ciclo della violenza e costruire una società più giusta e consapevole.


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