Contrastare la solitudine e l’isolamento significa costruire un welfare capace di entrare davvero nella vita delle persone.
Oggi ho partecipato all’incontro “Periferie e Terzo Settore – La badante di condominio”, promosso dall’Associazione ReS Nova. Un confronto importante su un’idea che può diventare molto più di un servizio di assistenza: uno strumento di prossimità capace di creare relazioni, intercettare fragilità e aiutare chi rischia di rimanere solo.
Ne abbiamo discusso insieme a Emanuela Droghei, vicepresidente della Commissione Bilancio della Regione Lazio, Pino Battaglia, assessore alle Periferie di Roma Capitale, Yuri Trombetti, presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale, Nunzia Apuzzo dell’Associazione ReS Nova e Fabrizio Albanese, avvocato dell’Associazione SARA Insieme. A introdurre e moderare l’incontro Mario Galli, dell’Associazione ReS Nova.
Non possiamo però immaginare un modello identico dappertutto. Non è semplicemente una distinzione tra centro e periferia: ogni territorio ha caratteristiche e bisogni differenti. Due quartieri vicini possono vivere fragilità diverse, mentre realtà lontane possono avere esigenze molto simili.
Per questo dobbiamo partire dalle persone, leggere i territori e costruire modelli organizzativi flessibili. E dobbiamo ricordare che isolamento e solitudine non riguardano soltanto gli anziani: esistono fragilità che attraversano età diverse e segnali di disagio che spesso rischiano di rimanere invisibili.
La cornice e l’idea ci sono. Ora bisogna dare loro gambe, sperimentare e costruire un servizio capace di arrivare davvero a chi ne ha bisogno.
Perché contrastare la solitudine significa anche ricostruire legami, prossimità e comunità.