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Losacco: la difesa comune europea non e' piu' rinviabile

06 Settembre 2026

Nei prossimi giorni sarò a Kiev per la missione del Consiglio interparlamentare Ucraina-NATO che mi terrà impegnato sino a mercoledì come Vice Presidente dell'Assemblea Parlamentare NATO.

Andare in Ucraina significa confrontarsi direttamente con una guerra che da oltre quattro anni ha cambiato profondamente lo scenario della sicurezza europea. Ma significa anche interrogarsi su quanto l'Europa sia pronta ad affrontare questo nuovo scenario.

🔴 Una cosa mi sembra sempre più evidente: una vera difesa comune europea non è più rinviabile.

🔵 I Paesi europei spendono già moltissimo per la difesa. Il problema è che troppo spesso spendono separatamente: sistemi diversi, programmi che si sovrappongono, capacità industriali frammentate, acquisti non coordinati. Il rischio è spendere molto senza spendere bene, rinunciando alle economie di scala, all'innovazione e alla qualità che una strategia comune potrebbe garantire.

La lezione che arriva anche dall'Ucraina è che oggi sicurezza, innovazione tecnologica e capacità industriale sono strettamente legate. La cooperazione tra Kiev e la NATO sta diventando sempre più bidirezionale, proprio sul terreno dell’innovazione, dell’interoperabilità e della produzione.

Per questo l'Europa deve fare un salto di qualità: non semplicemente spendere di più per la difesa, ma costruire finalmente una politica di difesa comune, capace di programmare insieme, investire insieme e sviluppare una vera base industriale europea.

È una questione di sicurezza, certo. Ma é anche una questione di autonomia, efficienza e responsabilità politica.

Se vogliamo un'Europa capace di contare, dobbiamo darle anche gli strumenti per difendere insieme la propria sicurezza e il proprio futuro.


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