La capogruppo Pd: gli italiani stanno peggio di 4 anni fa. Il centrosinistra non ripeterà gli errori del passato.
Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera: 1.413 giorni di governo Meloni, il più longevo della storia della Repubblica. Che effetto le fa?
«Un record di durata, certo non di efficacia. Perché quella stabilità rivendicata come un grande risultato politico stride con i risultati raggiunti. Dopo quattro anni di Meloni gli italiani stanno peggio. E questo è frutto dell’incapacità di capitalizzare una stabilità oggettiva che però non si è tradotta in efficacia dei provvedimenti su salari, sanità e bollette, ma che è servita solo a mantenersi al potere. Avevano i numeri per fare tutto, anche per divisioni delle opposizioni di quattro anni fa. Non hanno fatto nulla».
Il fallimento più grande?
«La situazione materiale delle persone. La crescita è ferma, la produzione industriale al palo da 35 mesi. Si sbandierano dati sull’occupazione che nascondono l’allungamento dell’età pensionabile e l’aumento dei giovani senza lavoro. Pochi fatti, tante promesse, come su tasse e accise. E poi la sanità, con 6 milioni e mezzo di italiani che hanno rinunciato a curarsi e l’Italia fanalino di coda del G7 per investimenti sulla salute, mentre il governo continua a sdoganare posizioni no vax. Meloni festeggia, il Paese no. E mi lasci aggiungere una considerazione».
Prego.
«Visto il grande dispiegamento di mezzi a Bari per celebrare risultati che non ci sono, sarebbe stato bello fossero andati in Puglia a festeggiare la risoluzione della vicenda Ilva. O il miglioramento delle infrastrutture al Sud, quando l’unica su cui hanno investito 13 miliardi è l’irrealizzabile Ponte sullo stretto».
La stabilità aiuta le riforme, no?
«Doveva essere una legislatura costituente, è stata la legislatura in cui tutte le riforme, dal premierato all’autonomia alla giustizia, sono fallite. E io dico menomale, visto che puntavano a scardinare il sistema democratico. Cosa che stanno continuando a fare con la legge elettorale».
Qualche merito però dovrà riconoscerlo: la tenuta dei conti pubblici, la messa a terra del Pnrr...
«Non credo si possa parlare di successi. Siamo il Paese coi salari più bassi d’Europa e le bollette più alte, e le famiglie perdono potere d’acquisto con l’inflazione. Quanto al Pnrr, 209 miliardi che si sono trovati tra le mani e che fosse stato per loro non sarebbe esistito visto che continuano a frenare ogni iniziativa sul debito comune europeo, è stato svuotato di molti contenuti, dagli asili nido alla transizione energetica. Continuano a ignorare la crisi climatica che ha segnato l’estate e che farà pagare un prezzo alto a cittadini e imprese».
Neanche sul fronte internazionale vede spunti positivi?
«La promessa di fare da ponte tra le due sponde dell’Oceano si è schiantata contro le sue stesse contraddizioni. Meloni ha contribuito a indebolire l’Europa e si è dimostrata sempre accondiscendente alle scelte di Trump che hanno reso il mondo più instabile. Ha portato l’Italia dalla parte sbagliata della storia».
Immigrazione: il governo rivendica il crollo degli sbarchi.
«Si insegue la propaganda frenando allo stesso tempo ogni iniziativa per costruire risposte europee coordinate. La cifra più alta del loro fallimento è l’enorme spreco di risorse sui centri in Albania, che potevano essere investite per la sicurezza. La vicenda di Ceuta con lo stop a Schengen ha dimostrato come la propaganda si sia tradotta in un grande boomerang».
Sulla sicurezza si è intervenuti più volte. Cosa manca?
«Cinquantasette nuovi reati, 60 aggravanti in quattro anni. A Meloni non interessa migliorare la sicurezza, un tema serissimo che richiederebbe assunzioni e investimenti per prevenire marginalità e criminalità, ma solo una gestione securitaria dell’ordine pubblico dietro cui si nasconde la volontà di reprimere il dissenso».
Si dice: il centrodestra litiga ma poi governa, il centrosinistra litiga e poi si divide. Se vincerete le elezioni, sarete in grado di battere il record di durata del governo Meloni?
«Di certo non faremo di nuovo gli errori che abbiamo commesso quattro anni fa. Partiamo dalle tante battaglie comuni portate avanti in questi anni in Parlamento per rendere il nostro un Paese più giusto, a partire dalle condizioni dei giovani che oggi sono costretti a emigrare. Non so se il nostro sarà il governo più longevo. Di certo però sarà quello che correggerà finalmente le storture e le diseguaglianze che questa destra ha alimentato».
Andrea Bulleri – Il Messaggero, 4 settembre 2026