Ci siamo abituati a leggere insulti, minacce e commenti d’odio sui social come se fossero ormai parte del dibattito pubblico. Ma non è normale e non dobbiamo abituarci.
A scrivere certe cose sono spesso le persone più comuni, a volte anche gente che ti conosce da anni e sa perfettamente che sei una persona perbene. È da qui che dobbiamo partire per liberarci da pregiudizi e stereotipi. Nessuno è superiore a un altro per origine, religione o colore della pelle. Tutte le persone hanno la stessa dignità.
Io sono particolarmente esposto perché ho un ruolo pubblico e perché, in Italia, vedere un Assessore che si chiama Abdullah rappresenta ancora una novità. Ma soprattutto perché non mi faccio piegare e ho scelto di stare in prima fila anche per rappresentare chi non ha gli strumenti o il coraggio per rispondere. Proprio per questo rispondo sempre civilmente, con argomenti e spesso con ironia, senza farmi intimidire e senza farmi trascinare nel meccanismo dell’insulto.
A furia di spiegare e rispiegare con gentilezza, prima o poi anche gli ignoranti capiranno. E per quelli che confondono la gentilezza con la possibilità di dire qualsiasi cosa, ci sono sempre i tribunali a ricordare che le parole usate a sproposito hanno delle conseguenze.