«Napoli. A new city» è lo slogan che racchiude la strategia del Comune di Napoli sul turismo, che intende non solo valorizzare le bellezze paesaggistiche, architettoniche e culturali della città ma proiettarne una nuova immagine a livello internazionale. In quest’ottica, l’America’s Cup è un’occasione per rafforzare l’andamento positivo degli arrivi, che si è confermato anche a Ferragosto. A parlarne, l’assessora al Turismo, Teresa Armato.
Qual è il bilancio dell’estate?
«L’arrivo dei turisti in città ha seguito un trend più che positivo, malgrado il calo che solitamente si registra nella calda stagione nelle città d’arte. Dopo un agosto più che florido, con un picco nel lungo weekend di Ferragosto, che dal 13 al 16 agosto ha fatto registrare 600mila presenze dall’Italia e dall’estero con un pernottamento fino a 4 notti, e in alcuni casi oltre, secondo le stime del nostro Osservatorio turistico urbano, settembre chiuderà con 2 milioni e 200mila turisti, con il 50% del totale in arrivo dall’estero e con una crescita di oltre il 20% rispetto a settembre 2025. Un fenomeno legato anche alle pre-regate dell’America’s Cup, in programma dal 24 al 27 settembre».
Il clou della Coppa America sarà nel 2027: quali ricadute prevedete sull’economia locale?
«Il dossier del ministero del Turismo e della Luiss Business School sull’America’s Cup indica un impatto di oltre 690 milioni di euro entro luglio 2027, quando è in calendario il cuore della competizione, e fino a 1,2 miliardi nel medio-lungo periodo. Per l’evento sono attesi tra 1,5 e 1,7 milioni di visitatori, oltre 400mila internazionali. Poi ci sarà l’onda lunga della potentissima esposizione mediatica che porterà Napoli su un piano sempre più internazionale con ricadute che dureranno nel tempo».
Le bellezze paesaggistiche e culturali di Napoli sono conosciute, da sempre, nel mondo. Non sempre, però, sono state valorizzate come avrebbero meritato: in che modo il Comune ha operato per rafforzare l’immagine della città all’esterno?
«Il Comune di Napoli è stato uno dei primi comuni italiani a dotarsi della Dmo e, con questo importante strumento di marketing, abbiamo realizzato una narrazione di “Napoli. A new city” su tre direttrici: partecipazione alle principali fiere turistiche nazionali e internazionali; fam trip con stakeholder e operatori turistici del wedding e dell’area congressuale provenienti da diversi Paesi del mondo, a cui facciamo vivere un’esperienza “tematica”; press tour in città con la stampa estera».
Quindi, proponete Napoli non solo come meta ma come un’esperienza da vivere: in che modo portate avanti questa filosofia?
«Nella programmazione dell’assessorato al Turismo è centrale il format “Vedi Napoli e poi torni”, che, declinato in diverse tematiche nel corso dell’anno, alla grande bellezza di complessi monumentali, chiese, monasteri, panorami, unisce la narrazione della storia e delle tradizioni: la scoperta dell’arte culinaria napoletana con esperti e chef rinomati a Pasqua; tour dal mare, concerto all’alba di Ferragosto e tour dedicati al mistery e al noir in estate; visite nei luoghi insoliti e misteriosi in autunno; fino ad arrivare alla rassegna natalizia che si conclude all’Epifania con una grande festa in piazza Mercato. A questo format si aggiungono, poi, le Feste Patronali, che tutelano e raccontano il nostro patrimonio immateriale, e “Destinazione Donna: itinerari femminili a Napoli”, un’altra rassegna di grande successo, realizzata con l’Arcidiocesi di Napoli e la professoressa Adriana Valerio. Nel corso di questi appuntamenti apriamo anche luoghi generalmente chiusi al pubblico».
a.v.