"La benzina al self service è oltre i 2 euro, il diesel oltre i 2,1. In autostrada i costi sono molto più alti. Chi si è messo in viaggio per qualche giorno di ferie ha già pagato un prezzo molto alto all'incapacità del governo nell'affrontare la questione del caro carburanti. Le ripetute misure tampone del governo Meloni durano lo spazio di un mattino perché l'instabilità internazionale continua a colpire la stabilità dei mercati energetici. Per questo servono politiche cicliche e incisive che possano proteggere cittadini, famiglie e imprese. Di fronte all'imminente scadenza dell'ultimo intervento del governo - sul solo gasolio e di pochi centesimi - previsto a inizio mese, vogliamo sapere come Giorgia Meloni e il ministro (Giancarlo) Giorgetti intendono affrontare quella che non è più una emergenza temporale ma un problema strutturale. Hanno detto no a tutte le nostre proposte ma noi insistiamo: chiediamo di introdurre subito una tassa sugli extra-profitti delle società energetiche, di utilizzare il meccanismo delle accise mobili e, soprattutto, di presentare una strategia complessiva per ridurre il costo dell'energia, accelerando la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili e semplificando, anche sul piano burocratico, i tempi necessari per realizzarli. Vogliamo poi sapere come il governo intenda utilizzare quella flessibilità messa a disposizione dall'Ue sul fronte energetico e quali investimenti intenda realizzare. Non è più il tempo delle parole e delle promesse ma quello delle decisioni che servono al Paese per aiutare a rafforzare la nostra autonomia energetica e a investire sulle rinnovabili". Lo hanno sottolineato in una nota i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd al Senato e alla Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione Pd a Bruxelles Nicola Zingaretti.