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Braga: l'Autonomia differenziata che spacca il Paese

24 Luglio 2026

Dalla Newsletter di Chiara Braga

Quattro Regioni, più privilegi, più disuguaglianze, cittadini di serie A e di serie B 

Dopo il via libera del Senato, questa settimana la Camera ha approvato le risoluzioni presentate dal centrodestra sullo schema di intesa preliminare per l’autonomia differenziata tra lo Stato e quattro Regioni, tutte rigorosamente del Nord e tutte governate dal centrodestra. I provvedimenti impegnano il Governo a concludere le Intese per devolvere a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria la competenza esclusiva su quattro materie: protezione civile, professioni, previdenza complementare e, quella più pericolosa, il coordinamento della finanza pubblica sulla sanità, cioè la gestione del sistema tariffario di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione per gli assistiti. Si tratta di Intese regionali che il Governo Meloni ha presentato tutte identiche, senza aver prima definito i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) né le risorse necessarie e senza tenere conto delle diverse esigenze territoriali.

Il progetto che questa destra sta costruendo non risolve i problemi del Paese, li aggrava.

È un’intesa che spacca l’Italia, aumentando le disuguaglianze e creando cittadini con diritti diversi a seconda del territorio in cui vivono. È un provvedimento che danneggia il Sud e il Nord, i centri urbani e le periferie; che penalizzerà i cittadini, ridurrà ulteriormente il diritto alla salute per tutti ed emarginerà ancora di più i Comuni montani e gli enti locali, già colpiti dai pesanti tagli imposti dal Governo.

E' un'intesa scientemente creata dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli per aggiare la sentenza di bocciatura della Corte Costituzionale che ha smontato pezzo per pezzo la legge sull'autonomia differenziata.

È la bandierina ideologica della Lega che spezza l’unità del Paese. Quella che chiamano autonomia differenziata è la riedizione della vecchia questione settentrionale: non colma i divari territoriali, ma li cristallizza. Non è una riforma per rendere lo Stato più efficiente, bensì un progetto che rischia di trasferire competenze senza garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini.

È il ricatto imposto dalla Lega a Fratelli d’Italia dopo il sì alla legge elettorale. C’è stato infatti uno scambio politico, indecente, tra le forze di maggioranza per garantire la tenuta del Governo, a scapito della coesione nazionale: autonomia in cambio della legge elettorale.

Non è autonomia: è una frattura istituzionale e sociale che il Paese non può permettersi.

Noi continueremo a difendere l’unità della Repubblica.


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