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Marziali: ddl caccia una violenza contro natura

24 Giugno 2026

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "ILVOTOA AL SENATO È VIOLENZA CONTRO LA NATURA"
Prendo in prestito le parole del WWF Italia
per esprimere contrarietà e preoccupazione per il DDL S.1552, che modifica la legge 157/1992 sulla fauna selvatica e sull’attività venatoria.
Una modifica che non può essere considerato una semplice revisione tecnica.
La direzione politica e normativa è chiara: si sta spostando l’asse dalla protezione della fauna alla gestione venatoria.
Questo rappresenta un cambiamento enorme. La legge 157/1992 era fondata su un principio fondamentale: la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e la caccia è un'attività concessa solo entro limiti precisi.
Con l'articolo 1 del DDL, si introduce il concetto di “gestione” della fauna selvatica. Questa modifica non è banale; implica una visione in cui la fauna viene considerata come qualcosa da amministrare e sfruttare, piuttosto che da proteggere. Sebbene la protezione rimanga formalmente nel testo, è affiancata da una logica di utilizzo che mette in evidenza un approccio più strumentale.
Inoltre, l’articolo 2 menziona le “tradizioni” e afferma che l'attività venatoria contribuisce alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema. Questo ribalta il paradigma: la caccia non è più vista come un'attività eccezionale, ma come parte integrante della salvaguardia ambientale.
La fauna viene così sempre più vista in una logica di gestione e utilità, riflettendo una visione antropocentrica e produttivistica. Questo approccio è lontano da una vera tutela degli animali selvatici, che meritano di essere considerati come esseri viventi e parte fondamentale degli ecosistemi.
💔 È tempo di ripensare le nostre scelte e proteggere la biodiversità, non solo per il presente, ma anche per le generazioni future!

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