Della salute delle donne, ormai è chiaro, non gli importa loro. Ma almeno sulla sicurezza, il loro storico cavallo di battaglia, ci si aspetterebbe un briciolo di orgoglio in più. E invece, il vuoto.
Qualche giorno fa a Fiumicino un ragazzo è stato massacrato di botte. Ieri a Ostia un altro accoltellamento mortale. L’emergenza criminalità è sotto gli occhi di tutti, e la risposta qual è? Il nulla.
Ho chiesto formalmente che la Regione Lazio si attivi. In che modo? Iniziando a controllare se i sistemi acquistati dai Comuni con fondi regionali, come telecamere di videosorveglianza, software e presidi di controllo del territorio, funzionino davvero e siano efficaci. Non basta installare le telecamere per fare propaganda: bisogna verificare che funzionino, utilizzarle bene, sfruttarle.
Per questo ho proposto un sistema di verifiche periodiche, indicatori di performance e relazioni semestrali. In sintesi, chiedevo alla Regione di non limitarsi a "comprare tecnologia", ma di monitorare rigidamente che venisse usata bene per proteggere i cittadini.
Morale della favola? Documento bocciato dalla maggioranza. Applausi!