"Il parere contrario espresso dal Governo al nostro emendamento sul ruolo della cooperazione nel Piano Casa è una scelta incomprensibile e profondamente contraddittoria". Lo dichiara Silvia Roggiani, deputata della Presidenza del Gruppo del Partito Democratico, intervenendo nell'Aula della Camera durante l'esame del decreto legge sul Piano casa. "Parliamo di un settore che, nel corso della sua storia, ha contribuito alla realizzazione di circa 980 mila alloggi, offrendo risposte concrete al bisogno abitativo di lavoratrici, lavoratori e famiglie. La cooperazione rappresenta da oltre un secolo uno strumento fondamentale per garantire l'accesso a una casa a costi sostenibili e continua a essere uno degli attori più importanti per affrontare l'emergenza abitativa che interessa le nostre città. Per questo sorprende il parere negativo del Governo. Ancora pochi giorni fa autorevoli esponenti della maggioranza, a partire da Maurizio Lupi, riconoscevano pubblicamente il ruolo strategico della cooperazione all'interno di un piano nazionale per la casa. Allo stesso tempo l'Esecutivo si appresta ad approvare il Piano nazionale per l'economia sociale, nel quale il mondo cooperativo viene indicato come protagonista dello sviluppo economico e sociale del Paese. È quindi lecito chiedersi perché, quando si passa dalle dichiarazioni ai fatti, la maggioranza decide di escludere proprio uno dei soggetti che più hanno contribuito a garantire il diritto all'abitare. Se questa non è una scelta ideologica, il Governo spieghi quali siano le ragioni di una decisione che appare incoerente". "Di fronte a una crisi abitativa che colpisce sempre più famiglie - conclude Roggiani -, servono soluzioni concrete. Per questo continueremo a chiedere che il mondo della cooperazione venga pienamente coinvolto nelle politiche per la casa, nell'interesse dei cittadini e delle comunità locali".