"L'audizione in Antimafia dell'ex-Sottosegretario Delmastro non ha fornito risposte convincenti ad alcuna delle questioni poste. Come e' possibile che un uomo della sua esperienza, Avvocato penalista, Responsabile Giustizia del suo partito, poi Deputato e Sottosegretario alla Giustizia abbia potuto con tanta leggerezza e inconsapevolezza stringere frequentazioni e rapporti di affari con una famiglia i cui esponenti, notoriamente, erano prestanome del clan Senese? Come e' possibile che - insieme a suoi sodali biellesi di partito - abbia acquisito quote della societa' che gestiva il ristorante dei prestanome del clan camorrista? E come e' possibile che ne' lui, ne' gli addetti alla tutela abbiano ignorato legami, ambiente, pregressi penali di questa famiglia, il cui ristorante veniva frequentato anche da molti dirigenti del Dap? E come e' stato possibile non conoscere il ruolo che uomini di collegamento dei Senese nella vicenda criminale di Hydra, come Gioacchino Amico, svolgevano nelle strette relazioni con esponenti di FdI, del centro destra, delle istituzioni lombarde? A queste e ad altre domande rivolte da noi e dagli altri commissari di opposizione, Delmastro ha dato risposte imbarazzate e imbarazzanti, comunque non convincenti, confermando quanto meno la propria inadeguatezza istituzionale e lo scarso senso dello Stato ". Lo affermano i parlamentari Pd in Antimafia Walter Verini, Debora Serracchiani, Enza Rando, Giuseppe Provenzano, Valentina Ghio, Valeria Valente, Franco Mirabelli, Anthony Barbagallo.