"Un governo che fa solo tagli, un Ministro che fa solo confusione! Questa la sintesi dell'ultima mossa del Ministro Schillaci sulla Medicina Generale. Dall'inizio della legislatura chiediamo un investimento straordinario sulle professioni sanitarie e sociosanitarie per coprire le carenze di personale negli ospedali e, soprattutto, far funzionare davvero le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità finanziati con il PNRR. Dopo anni di inerzia, ora il Ministro tenta il blitz presentandosi alle Regioni non con una proposta di decreto-legge, bensì con una serie di slide che ipotizzano un doppio canale (convenzionamento e dipendenza) per i Medici di Medicina Generale. Tutto ciò senza aver coinvolto le organizzazioni sindacali dei professionisti interessati e, a quanto pare, neppure tutte le forze della maggioranza di governo, viste le prese di posizione di Forza Italia. Le Regioni, giustamente, hanno chiesto di vedere il testo di questo decreto-legge. Ci sembra il minimo: poter discutere di un testo scritto su una materia così complessa. A noi interessa la sostanza: che tutti i cittadini abbiano la possibilità di avere il medico di famiglia, che il rapporto fiduciario sia garantito, che le Case della Comunità possano funzionare al meglio, come previsto dal DM 77. I bisogni di salute delle persone e delle comunità sono cambiati: servono riforme che avvicinino sempre più la risposta al territorio e al domicilio; serve sempre di più un lavoro di équipe multiprofessionale. Anche per quanto riguarda la Medicina Generale, serve pensare e introdurre innovazioni. Questi obiettivi possono essere raggiunti, evidentemente, con diverse modalità e strumenti, come dimostrano gli Accordi Integrativi Regionali con i MMG sottoscritti nelle Regioni Emilia-Romagna, Toscana, Puglia. Il Governo, anziché creare tensioni con interventi spot, farebbe bene a trarre ispirazione da questi percorsi virtuosi e a coinvolgere in una discussione costruttiva tutti gli attori interessati". Così in una nota Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità nella segreteria nazionale del Pd.