Sono tra le deputate e i deputati sospesi per quello che è accaduto a Montecitorio il 30 gennaio scorso.
Voglio essere chiara: lo rifarei.
Lo rifarei perché sono andata in sala stampa per leggere l’articolo 1 della Costituzione.
Lo rifarei perché quel gesto, semplice solo in apparenza, era necessario.
Quella sala non può essere usata per dare spazio a chi richiama ideologie neofasciste, che con la nostra Carta non hanno nulla a che fare.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Non sull’odio. Non sulla discriminazione. Non sulla nostalgia di regimi che la Costituzione ha scelto di archiviare per sempre.
Lo rifarei perché la nostra Costituzione è, nella sua essenza, antifascista.
E difenderla non è una provocazione. È il nostro dovere.
Il dato è questo: siamo stati sospesi per aver letto gli articoli della Costituzione italiana, mentre fuori si urlavano slogan indecenti da parte di movimenti che si richiamano direttamente al disciolto partito fascista.