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Schlein: il Governo non ha fatto nulla per migliorare la vita degli italiani

09 Aprile 2026

Il suo è stato un discorso di autoconvincimento. Lei ci sfida, ma le do una notizia: l’avete già persa, quella sfida, perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all’opposizione: non vi preoccupate, vi accontenteremo.

Se non è troppo impegnata con gli scandali quotidiani dei suoi ministri, vorrei mandarle una cartolina dal Paese reale, quel Paese in cui negli ultimi quattro anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali mentre il carrello della spesa aumentava di 25 punti. Gli italiani, con gli stessi stipendi di prima in tasca, non riescono più a fare la stessa spesa di prima.

Abbiamo la crescita a zero, abbiamo un calo di produzione industriale che dura da tre anni. Se non ci fosse stato il PNRR, che voi non avevate nemmeno votato, saremmo già in recessione. A proposito di quelli che lasciano il bar senza pagare, il governo precedente vi aveva lasciato 200 miliardi, voi ci lasciate con la crescita a zero.

Guardi, le tasse sono al record da 12 anni, le bollette erano già prima le più care d’Europa, ma la guerra illegale di Trump e Netanyahu ha peggiorato questa situazione e voi in questi giorni avete sfornato il record dei decreti che scadevano già il giorno dopo averli emessi, che già erano superati dai fatti. Non avete saputo mettere in campo uno straccio di politica industriale per quattro anni, avete pasticciato su Transizione 5.0 e gli incentivi. Guardate che noi andiamo a vedere come stanno oggi gli italiani: non ce n’è uno che può dire di stare meglio di prima, se non forse i più ricchi o quelli che avete deciso di aiutare voi.

Avete tagliato l’80% del fondo sull’auto nel momento di peggiore crisi del settore dell’auto in Italia e in Europa, vertenze da Sud a Nord e lavoratori in sciopero che oggi sono anche messi sotto accusa per effetto dei vostri pessimi decreti sicurezza.

Avete perso tempo in un’insensata guerra alle rinnovabili, perdendo occasioni di creare buon lavoro e buona impresa, avete perso per sciatteria anche l’occasione della gigafactory di Termoli, dovevate abolire le accise ma le avete aumentate e quei pochi centesimi di sconto che avete dato, guardate che, se la tregua non diventa una pace, se li mangerà direttamente l’aumento di questi prezzi. È già successo in questi giorni, se ne sono accorti quelli che sono andati ieri a fare un pieno di gasolio e l’hanno pagato 25 euro in più.

Chi pensate di prendere in giro, Presidente? Dovevate aumentare le pensioni minime a mille euro, le avete aumentate di un paio di caffè. Volevate occuparvi di denatalità, ma oggi in Italia nascono ancora meno figli. Volevate occuparvi di sicurezza, ma i reati sono aumentati e sapete solo scaricare le vostre responsabilità sui sindaci. Ma se volete fare una cosa seria, riportate in Italia i soldi che avete buttato in quei centri illegali in Albania e usateli per aumentare le forze di polizia e pagare meglio i loro stipendi.

Avete fatto solo repressione, negando la prevenzione, e se aveste messo un euro per ogni nuovo reato sulla sanità pubblica, le liste d’attesa oggi sarebbero già la metà. La sua incoerenza, Presidente, è sotto gli occhi di tutti gli italiani: milioni di italiani che in questo momento stanno scegliendo se ritardare il pagamento delle bollette o dell’affitto, se possono permettersi una visita nel privato o devono invece rinunciare a curarsi, e addirittura quei tanti giovani che devono decidere se accettare uno stage non pagato, che è l’unica cosa che si sono visti offrire, o se partire all’estero.

Questo è il bilancio di quattro anni del vostro governo, Presidente. Che occasione storica ha sprecato di cambiare questo Paese. Avevate i numeri qua dentro per fare tutto e non avete fatto nulla per cambiare in meglio la vita degli italiani. Di lei si ricorderà un’autonomia differenziata bocciata dalla Corte Costituzionale, una riforma costituzionale bocciata dal voto popolare, un premierato proposto e poi abbandonato. Anzi no, mi scusi: si ricorderà anche il decreto rave e quei centri in Albania che sono rimasti vuoti, perché la sua propaganda, Presidente, ha sbattuto forte contro la realtà di quei 15 milioni di elettori che hanno detto no per difendere la Costituzione, perché in questi quattro anni ogni vostra scelta è andata nella direzione opposta a quella di attuare pienamente la nostra Costituzione.

Articolo 1: l’Italia è fondata sul lavoro. La vostra è fondata sul lavoro povero e sul lavoro precario e continuate a negare il salario minimo a 4 milioni di lavoratrici e lavoratori che sono poveri anche se hanno un lavoro, propagandando l’aumento dell’occupazione. Ma ci guardi dentro quei dati, Presidente, perché dentro quei dati c’è il lavoro povero. E l’OCSE le ha risposto mentre lei parlava, dicendo che c’è un problema sull’occupazione femminile, sull’occupazione dei giovani. È aumentata, sì, quella degli over 50, solo che ai giovani vengono solo proposti degli stage non pagati e zero prospettive di crescita professionale.

Per questo toccherà a noi approvare quel salario minimo, toccherà a noi combattere lo sfruttamento e la precarietà, toccherà a noi combattere il part time forzato che segna il destino di tante, troppe donne lavoratrici, toccherà a noi approvare una legge sul congedo paritario che finalmente dia 5 mesi a entrambi i genitori e riesca ad aiutare anche i padri a vedere crescere i figli, toccherà a noi occuparci della sicurezza del lavoro che avete dimenticato introducendo il subappalto a cascata nel codice degli appalti, toccherà a noi fare una legge sui rider mentre solo i giudici hanno avuto il coraggio di commissariare quelle multinazionali americane che li sfruttano a cottimo con paghe da fame.

L’articolo 32 garantisce il diritto alla salute, ma tra il 2023 e il 2024, con il suo governo, gli italiani che rinunciano a curarsi sono aumentati da 4,5 milioni a 6 milioni. Non è un caso, è il frutto dei vostri tagli e lei lo sa benissimo. Vi abbiamo indicato con le altre opposizioni dove prendere delle risorse per assumere i medici e gli infermieri che mancano nei reparti, ma nulla. Perché voi volete una sanità a misura del portafoglio delle persone? Noi vogliamo quella di Tina Anselmi, che curava anche e soprattutto chi da solo non ce la fa.

Guardate che abbiamo un articolo 34 che parla del diritto alla scuola, ma anche lì: tagli alla scuola, tagli all’università pubblica, anziché pagare meglio gli insegnanti, anziché rendere gratuiti i libri di testo e il trasporto pubblico per gli studenti, anziché introdurre l’educazione sessuale e affettiva obbligatoria in ogni ciclo scolastico. Voi avete anche lì un approccio tutto securitario, ma cosa pensate di risolvere con i metal detector all’ingresso delle scuole se dentro non ci mettete gli psicologi e non mettete i libri all’uscita?

Noi vogliamo garantire il diritto a restare dei giovani che si sentono costretti da contratti precari e al ribasso a partire. Ai giovani avete persino tolto il diritto al voto fuori sede, ma noi lo garantiremo e continueremo a batterci: oggi c’è un presidio e insisteremo finché non sarà legge.

L’articolo 9 della Costituzione promuove la cultura e la ricerca, voi l’avete reso un terreno di caccia per poltrone su cui piazzare i fedelissimi. L’avete piegata a logiche che vedono prevalere la voglia di riscrivere la storia anziché sostenere chi racconta la storia di Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto, un Paese che voi vergognosamente considerate sicuro. E tutela l’ambiente, mentre voi continuate a negare l’emergenza climatica e non aiutate né le imprese né gli agricoltori, quelli che aspettano ancora i ristori che avevate promesso e non sono mai arrivati.

Fate in fretta a sostenere il Molise, a sostenere l’Abruzzo, a sostenere la Puglia, a non dimenticare i danni in Sicilia, in Calabria, in Sardegna, fate in fretta. Toccherà a noi fare un grande piano di prevenzione del dissesto che voi avete definanziato. E c’è l’articolo 3 che parla di eguaglianza, mentre avete abbandonato il Sud togliendo fondi alle infrastrutture, negando il supporto al reddito, negando il salario minimo. Guardate che sull’autonomia differenziata siete stati talmente chiari che non avete messo un euro. Anche per questo abbiamo denunciato che siete il governo più antimeridionalista della storia di questo Paese.

Guardate, e poi c’è l’articolo 11 che non lascia spazio a dubbi: l’Italia ripudia la guerra. Presidente, due giorni fa il presidente Trump ha minacciato di morte un’intera civiltà. È lo stesso uomo per cui lei ha proposto il Nobel per la pace. Ma quale Nobel per la pace? Nessuno vuole rinunciare alla relazione con gli Stati Uniti, ma ci si sta a testa alta, dicendogli che si sbaglia, dicendo a lui come a Netanyahu che si devono fermare. Ieri hanno continuato a bombardare in Libano come se non ci fosse stata una tregua, hanno colpito anche un mezzo italiano e voi ancora non riuscite a dirgli chiaramente: vi dovete fermare.

L’Italia ripudia la guerra, Presidente, e noi non contestiamo solo la subalternità a Trump, ma anche che non riuscite a scegliere fino in fondo l’Europa. Lei dovrebbe guidare la difesa del diritto internazionale, un salto in avanti d’integrazione europea, investimenti comuni che chiede anche Confindustria: questo ci aspettiamo che faccia, e non farà. Ma non si preoccupi, toccherà a noi fare tutto questo, toccherà a noi costruire l’alternativa con gli alleati e tra le persone e riuscire finalmente ad attuare fino in fondo la Costituzione che avete provato a stravolgere.


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