"È inquietante quanto sta emergendo in queste ore sui rapporti tra Orbán e Putin: non una semplice affinità politica, ma una vera e propria alleanza strategica, con l'Ungheria sempre più ridotta a propaggine russa dentro i confini europei". Così, in una nota, il senatore del Pd e membro dell'Assemblea parlamentare NATO, Alberto Losacco. "Se confermate, - prosegue il parlamentare dem - queste notizie sarebbero di una gravità inaudita. Non solo la telefonata che mostra in modo inequivocabile la subalternità di Orbán ai desiderata di Putin, ma persino un accordo, finora tenuto nascosto, per rafforzare le relazioni economiche, commerciali, energetiche e culturali tra i due Paesi. Una linea, quella del governo ungherese, in aperto contrasto con la sua collocazione europea e con l'impegno assunto dall'Unione a sostegno dell'Ucraina". "E tutto questo emerge proprio mentre il vicepresidente americano Vance si trova a Budapest per sostenere Viktor Orbán, alla vigilia di elezioni che si annunciano decisive per il futuro dell'Ungheria. Serve piena chiarezza: quanto sta accadendo riguarda non solo la democrazia ungherese, ma anche il futuro dell'integrazione europea e la credibilità del fronte europeo a sostegno di Kyiv", conclude Losacco.