"Sulle notizie emerse dall’inchiesta ‘Hydra’ e sulla figura di Gioacchino Amico, indicato come uno dei riferimenti del sistema mafioso in Lombardia, non bastano le indignazioni a intermittenza o le repliche di circostanza. Serve una chiarezza che finora non è arrivata". Lo dichiara Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Partito democratico della Lombardia."Per questa ragione sostengo con convinzione la richiesta di Pierfrancesco Majorino: è indispensabile convocare immediatamente la Commissione speciale Antimafia del Consiglio regionale della Lombardia. Bisogna verificare eventuali legami e accertare se e come il sistema criminale delle mafie abbia tentato di infiltrarsi nelle istituzioni lombarde - aggiunge Roggiani -. Nessuno vuole sostituirsi ai magistrati: le responsabilità penali le accertano i giudici. Ma la responsabilità politica è un’altra cosa. Riguarda la tenuta dei partiti e la capacità di prevenire ogni forma di inquinamento criminale nel tessuto economico e sociale. In Lombardia, dove le mafie cercano da anni legittimazione, questo tema non può essere eluso".Roggiani interviene anche sulla reazione del governo: "La presidente Meloni ha scelto di liquidare la questione come ‘fango mediatico’, riducendola a un semplice selfie. Ma il punto non è la foto in sé. Il punto è la capacità di una figura poi emersa come centrale nei sistemi mafiosi di muoversi con agio nei circuiti politici e istituzionali. Su questo servono risposte. Come è possibile che un esponente del sistema mafioso lombardo avesse, come sembra emergere, accessi e riconoscibilità tali da entrare alla Camera dei deputati?"."Il quadro generale è preoccupante. Veniamo da giorni in cui il governo è stato travolto dal caso Delmastro, conclusosi con le dimissioni del sottosegretario che la premier ha però continuato a difendere e 'apprezzare'. Questa destra non può cavarsela con l'autodifesa propagandistica. Quando emergono dubbi sulla trasparenza delle istituzioni, il compito della politica è fare luce, non chiudersi a riccio. La mafia deve restare fuori dai palazzi, senza eccezioni. Non sono ammesse ambiguità né zone grigie né non detti quando si tratta di criminalità organizzata", conclude la deputata del Pd.