Registrati

Privacy

Informativa ai sensi dell'art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. La raccolta e il trattamento dei dati sono effettuati limitatamente ai fini connessi alla gestione operativa e amministrativa del servizio. I dati sono trattati con strumenti informatici e telematici e non saranno comunicati a terzi. Il titolare del trattamento è AreaDem.
* Acconsento al trattamento dei miei dati personali
Log in

 
Registrazione al sito - Login al sito

Roggiani: Meloni evasiva, serve chiarezza che non e' arrivata

07 Aprile 2026

"Sulle notizie emerse dall’inchiesta ‘Hydra’ e sulla figura di Gioacchino Amico, indicato come uno dei riferimenti del sistema mafioso in Lombardia, non bastano le indignazioni a intermittenza o le repliche di circostanza. Serve una chiarezza che finora non è arrivata". Lo dichiara Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Partito democratico della Lombardia."Per questa ragione sostengo con convinzione la richiesta di Pierfrancesco Majorino: è indispensabile convocare immediatamente la Commissione speciale Antimafia del Consiglio regionale della Lombardia. Bisogna verificare eventuali legami e accertare se e come il sistema criminale delle mafie abbia tentato di infiltrarsi nelle istituzioni lombarde - aggiunge Roggiani -. Nessuno vuole sostituirsi ai magistrati: le responsabilità penali le accertano i giudici. Ma la responsabilità politica è un’altra cosa. Riguarda la tenuta dei partiti e la capacità di prevenire ogni forma di inquinamento criminale nel tessuto economico e sociale. In Lombardia, dove le mafie cercano da anni legittimazione, questo tema non può essere eluso".Roggiani interviene anche sulla reazione del governo: "La presidente Meloni ha scelto di liquidare la questione come ‘fango mediatico’, riducendola a un semplice selfie. Ma il punto non è la foto in sé. Il punto è la capacità di una figura poi emersa come centrale nei sistemi mafiosi di muoversi con agio nei circuiti politici e istituzionali. Su questo servono risposte. Come è possibile che un esponente del sistema mafioso lombardo avesse, come sembra emergere, accessi e riconoscibilità tali da entrare alla Camera dei deputati?"."Il quadro generale è preoccupante. Veniamo da giorni in cui il governo è stato travolto dal caso Delmastro, conclusosi con le dimissioni del sottosegretario che la premier ha però continuato a difendere e 'apprezzare'. Questa destra non può cavarsela con l'autodifesa propagandistica. Quando emergono dubbi sulla trasparenza delle istituzioni, il compito della politica è fare luce, non chiudersi a riccio. La mafia deve restare fuori dai palazzi, senza eccezioni. Non sono ammesse ambiguità né zone grigie né non detti quando si tratta di criminalità organizzata", conclude la deputata del Pd.


Commenta... oppure


torna su

Agenda

DoLuMaMeGiVeSa

Rassegna stampa