"Insieme per la salute. Al fianco della scienza", questo è il messaggio al centro della Giornata mondiale della salute 2026, un messaggio che è un invito a fidarsi della ricerca, a sostenerla e a riconoscerne il valore sempre. A 78 anni dalla sua istituzione (nel 1948, durante la prima Assemblea dell'Oms) il significato di questa Giornata appare oggi più che mai minacciato se pensiamo che meno di due mesi fa gli Stati Uniti di Trump hanno deciso di ritirarsi dall'Organizzazione mondiale della sanità. Un duro colpo alla cooperazione sanitaria globale che fa il paio con il serpeggiare di una cultura antiscientifica difficile da contrastare perché spesso sposata da chi ha responsabilità di governo e veicolata da forme di disinformazione pericolose quanto una malattia. Da tutto questo non è esente il governo italiano che meno di un anno fa si è astenuto sull'Accordo Pandemico Globale dell'OMS. Le grandi sfide sanitarie del nostro tempo, dai cambiamenti demografici a quelli climatici, dalle pandemie fino all'accesso equo alle cure, richiederebbero al contrario il massimo della coesione e della cooperazione internazionale, la condivisione dei dati ad ogni livello, una cultura della salute basata su evidenze scientifiche e il rafforzamento dell'approccio One Health, ovvero la consapevolezza di come tutto sia connesso e che la salute umana è indissolubile da quella degli animali, dell'ambiente e del pianeta." Così in una nota Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Pd.