In Lombardia il Centro unico di prenotazione “taglia-attese” (che da anni chiediamo) non decolla, anzi è fermo al palo: agli operatori privati della sanità regionale non piace molto…
Lo abbiamo denunciato ieri, numeri alla mano, in una conferenza stampa insieme ai colleghi Majorino e Fragomeli, autore dell’accesso agli atti che ha restituito una fotografia netta:
il Cup della sanità lombarda risulta attivo in sole 12 Asst su 27, in soli 2 Irccs pubblici su 5 e in 8 strutture private su circa 400 a contratto con il Servizio sanitario regionale: il cronoprogramma delle adesioni dei privati scade a dicembre, ma questo “ritmo” di adesione lascia facilmente presagire ennesimi rinvii…
Le prenotazioni effettuate attraverso la nuova piattaforma sono state più di 3 milioni (3.352.550), ma di queste meno di 150mila (148.286) sono quelle prenotate nei centri privati.
Come riferimento, in 1 anno vengono erogate 31 milioni di prestazioni ambulatoriali, escluse quelle di laboratorio e pronto soccorso. Ad oggi, la partecipazione dei privati al Centro unico di prenotazione di Regione Lombardia vale quindi solo poco più del 4% delle prenotazioni complessive.
Nel frattempo le realtà pubbliche stanno entrando nel nuovo sistema di prenotazione, ma molto lentamente, non senza difficoltà per cittadini e operatori.
Questo non va bene: in questa fase il privato ha ancora più spazio per proporre ai cittadini che si rivolgono ai suoi sportelli di presentare la propria proposta a pagamento, e nel frattempo non si risolve il problema delle liste d'attesa.
La nostra proposta è semplice: se non aderisci al CUP unico entro i prossimi tre mesi, non ti sarà rinnovato il contratto. La porteremo in Consiglio regionale con una mozione che speriamo venga votata anche dalla destra.
E sabato 11 aprile alle 15 saremo in piazza, sotto Palazzo Lombardia, a Milano, per difendere ancora una volta il diritto alla salute per tutti, anche per chi non si può pagare visite ed esami privatamente.