''Registriamo un progressivo disimpegno di Eni per quanto riguarda il destino dell'impianto Versalis a Ragusa. Non soltanto per quanto riguarda i piani di rilancio del sito industriale ma anche per la salvaguardia dei livelli occupazionali dei dipendenti diretti e dei lavoratori dell'indotto. Per questo chiediamo che il governo si attivi per promuovere, con urgenza, un tavolo di confronto istituzionale con Eni, la Regione Siciliana e le organizzazioni sindacali, al fine di monitorare l'evoluzione della vertenza e assicurare prospettive di continuità produttiva e occupazionale per il sito di Ragusa''. Così il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera Anthony BARBAGALLO che ha presentato una interrogazione rivolta al ministro delle Imprese Adolfo Urso. L'atto ispettivo ha preso impulso anche dalle indicazioni di Peppe Calabrese, capo della segreteria regionale, nonché capogruppo Pd in consiglio comunale ma anche ex dipendente dello stabilimento Eni Versalis di Ragusa. ''È vero che - dice Calabrese - non si registrano licenziamenti tra i dipendenti diretti che però, per mantenere l'impiego, a pochi anni dalla pensione, sono costretti a trasferirsi al Nord in attesa di un rilancio dello stabilimento. A soffrire anche i lavoratori dell'indotto che devono fare i conti con incertezze, perdita di reddito e, in molti casi, con scelte di vita dolorose. È una situazione inaccettabile che - prosegue - non può essere scaricata sulla comunità ragusana e su un territorio che per oltre 70 anni ha contribuito in maniera significativa alle attività dell'Eni. Ragusa e l'intera provincia - conclude - non possono permettersi di perdere questi posti di lavoro. Le conseguenze sarebbero devastanti per l'economia locale, già messa a dura prova''.