La chiara vittoria del “no” al referendum rappresenta più di un semplice risultato: è l’espressione di un Paese che sa giudicare autonomamente, partecipare consapevolmente e respingere decisioni imposte dall’alto. Questa è la forza vitale della società civile: un collettivo che prende voce, si assume la responsabilità della propria democrazia con il significativo protagonismo dei giovani e delle donne. La mobilitazione diffusa, il confronto aperto e la capacità di informarsi e decidere con consapevolezza dimostrano che la democrazia è viva nel Paese, nella sua coscienza civile e nella capacità di discernere e scegliere. Con la vittoria del NO, la Costituzione torna al centro del dibattito: non come un limite astratto, ma come misura concreta dell’equilibrio tra i poteri, della tutela dei diritti e della qualità della rappresentanza. Su questo terreno, è necessaria una decisione chiara e improrogabile: applichiamola la nostra Costituzione! Facciamo sì che i diritti sanciti diventino reali e tangibili nella vita di ogni cittadina e di ogni cittadino soprattutto dei più giovani, partendo dal lavoro, dalla sanità pubblica e dall’istruzione. Questa è una condizione essenziale per la nostra democrazia. Ora è cruciale tradurre l’impegno civico e la mobilitazione in una visione politica che abbia la Costituzione come riferimento concreto e condiviso. L’alternativa politica prenderà forma anche grazie alla presenza attiva di una società che ha deciso di partecipare.