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Mirabelli: tensioni nel carcere di Opera, e il Governo che fa?

23 Marzo 2026

"Secondo quanto riportato dal sito d’informazione Fanpage, da diverse denunce depositate da legali difensori e dall’associazione di tutela dei diritti delle persone detenute ‘Quei bravi ragazzi Family’, sarebbe emerso un quadro sistematico di abusi ed un clima di tensione costante all’interno della casa di reclusione di Milano Opera. In particolare, nella mattina della Vigilia di Natale 2025 si sarebbe verificato presso l’istituto penitenziario un intervento massiccio da parte di agenti della polizia penitenziaria all’interno di una sezione detentiva, nel corso del quale decine di detenuti — circa una quarantina secondo le segnalazioni pervenute — sarebbero stati oggetto di gravi violenze fisiche". Così Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd al Senato. "A rendere ancora più grave tale episodio è il fatto che esso non costituirebbe un evento isolato, bensì l’epilogo di una situazione strutturale di degrado e violazione dei diritti umani già formalmente segnalata nei mesi precedenti alla Procura. In tale contesto, l’intervento del 24 dicembre verrebbe descritto come una ritorsione diretta a seguito di precedenti denunce presentate nel settembre 2024", aggiunge."Le segnalazioni pregresse descrivevano un istituto segnato da condizioni ambientali incompatibili con gli standard minimi di dignità: assenza di acqua calda, muffa, infiltrazioni, illuminazione insufficiente, riscaldamento inadeguato, campanelli d’emergenza non funzionanti, carenze di organico, mancata erogazione di prestazioni sanitarie, errori nella somministrazione di terapie farmacologiche. Una situazione di detenzione svuotata della sua funzione rieducativa, ridotta a pura contenzione. Per questo ho presentato una interrogazione al Ministro della Giustizia con la quale chiedo di sapere se il Ministro in indirizzo abbia già disposto o intenda disporre un’ispezione ministeriale straordinaria presso la Casa di reclusione Milano Opera, volta ad accertare le responsabilità individuali e istituzionali a ogni livello della catena di comando; se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso adottare misure immediate a tutela delle persone detenute attualmente presenti nell’istituto, con particolare riguardo alle condizioni igienico-sanitarie, all’accesso alle cure mediche e all’effettiva funzionalità dei dispositivi di sicurezza e segnalazione; se il Ministro in indirizzo intenda promuovere un piano straordinario di verifica delle condizioni detentive negli istituti penitenziari nazionali, anche alla luce delle reiterate segnalazioni di violazioni sistematiche dei diritti fondamentali che pervengono da più realtà carcerarie italiane", conclude Mirabelli.


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