Ci sono trasformazioni che non fanno rumore, ma cambiano il volto di una città. Grazie a @pikappa per la riflessione pubblica che ha voluto condividere, perché ci ricorda che la vera eredità di un grande evento non sono solo le opere visibili, ma i diritti che diventano più concreti. E grazie al professor @giuseppearconzo per il lavoro serio, continuo e spesso complesso portato avanti in questi anni sul tema dell’accessibilità. Un contributo fondamentale, fatto di competenza e determinazione. Rendere accessibili stazioni progettate decenni fa, in contesti strutturali difficili e con spazi limitati, ha richiesto investimenti per molti milioni di euro, soluzioni tecniche sofisticate e una forte volontà politica. Oggi tutte le stazioni della linea rossa e quasi tutte quelle della linea verde sono accessibili. Sono 43 nuovi impianti, 22 stazioni che prima non lo erano. Non è tutto perfetto. La manutenzione resta una priorità, e il lavoro non si ferma qui. Ma sarebbe sbagliato non riconoscere il passo avanti compiuto. La mobilità è un diritto di cittadinanza. È ciò che rende una città davvero aperta, davvero giusta. Ogni barriera eliminata è un pezzo di autonomia in più, un frammento di libertà restituito. Continueremo a investire, a migliorare, a pretendere che il sistema funzioni sempre meglio. Perché una Milano più accessibile non è solo una città più moderna, è una città più equa. E sì, anche questo è un piccolo, legittimo orgoglio milanese.