Il decreto sicurezza è «propaganda», il governo ha fatto «tutto da solo e l’appello di Giorgia Meloni ad una unità bipartisan era un bluff».
Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, boccia il provvedimento varato dal governo e invita la maggioranza a non scaricare le responsabilità considerando che «governa da tre anni e mezzo».
Il governo vara il suo provvedimento sulla sicurezza. Qual è il vostro giudizio?
«Intanto ovviamente vogliamo leggerlo. Siamo abituati a una destra che nei dettagli spesso nasconde cose molto preoccupanti. Mi pare che come sempre il presidente della Repubblica ha garantito che non venissero approvate norme pesantemente incostituzionali. Ma questo non toglie nulla rispetto alla nostra contrarietà ad un approccio tutto repressivo che non affronta le ragioni che stanno alla base dei fenomeni di criminalità».
Ma Salvini rivendica che il fermo preventivo resta e c’è pure lo “scudo” per gli agenti.
«Il fermo rimane con un obbligo di motivazione ben più specificato e con l’inevitabile passaggio che coinvolge la magistratura. L’idea che la destra aveva era quella di uno stato di polizia, questo non è compatibile con la nostra Costituzione. Per quanto riguarda lo “scudo”, da quello che si capisce si è dimostrata impraticabile l’idea di una totale impunità che era stata sbandierata. Ma anche qui dobbiamo vedere cosa c’è scritto nel provvedimento».
Parla di “stato di polizia”. Meloni e Salvini invitano Trump quando difende l’Ice?
«Sì, purtroppo l’impostazione culturale della destra è quella. In Parlamento Piantedosi non ha espresso nessuna parola di condanna per i comportamenti della polizia anti-immigrazione negli Usa. E mentre noi abbiamo condannato immediatamente i fatti gravissimi di Torino, il ministro ha tentato di accomunare l’azione di una minoranza insignificante e gravissima di violenti a una mobilitazione democratica e alla sinistra tutta. È addirittura Nordio è arrivato ad evocare le Brigate rosse. È inaccettabile per chi dovrebbe garantire equilibrio».
Meloni aveva chiesto di sostenere le misure sulla sicurezza, ma avete detto no.
«Quello di Meloni era solo un bluff, continua a fare propaganda su un tema serissimo, pensano di lucrare qualche consenso. È irresponsabile e temo non potrà che peggiorare vista la competizione dentro la destra, spaccata dopo il caso Vannacci. Sono andati avanti per la loro strada fallimentare. Se l’impostazione è quella avremo molto criticare e reagire. Per me è dirimente, cioè come chiesto nella risoluzione unitaria con le altre opposizioni, dare più risorse per le forze di polizia – togliendo gli inutili centri in Albania – colmare la carenza di personale, garantire investimenti sulla prevenzione, risorse per i comuni. Questo pacchetto sicurezza è solo propaganda. Fanno i decreti ogni sei mesi, ma la ricetta non funziona».
La premier dice che è colpa dei magistrati.
«Mi sembra chiaro che la destra inizi a temere per l’esito del referendum e stia usando irresponsabilmente il tema della sicurezza per una campagna che serve al loro obiettivo, indebolire la magistratura. Noi siamo impegnati a partire dalla nostra segretaria in una campagna sui territori per difendere ragioni del no e il principio fondamentale dell’autonomia della magistratura. Il giochino della destra che cavalca i temi della sicurezza non può continuare in eterno: governano da tre anni e mezzo, la responsabilità delle politiche di sicurezza è loro».