Un mio articolo sul Quotidiano di oggi
“Tutta la Puglia”: lo aveva promesso Antonio Decaro in campagna elettorale.
Il suo primo atto da neopresidente, quello sulle liste d’attesa, va esattamente nella direzione annunciata. Occuparsi della Puglia che risplende sulle copertine patinate di mezzo mondo e di quella che fatica ad arrivare alla fine del mese; della Puglia che scrive pagine importanti di innovazione ed eccellenza e di quella delle ferite ambientali e dei diritti negati; della Puglia sempre più connessa all’Italia e al mondo, con un diretto per New York, così come di quella delle aree interne, dei pendolari, del trasporto pubblico locale.
Con la definizione della squadra di governo, per la Puglia è cominciata una nuova, importante stagione. Forte di uno straordinario consenso elettorale, con il Partito Democratico forza trainante, e una coalizione che vede unite tutte le forze che a Roma sono all’opposizione del Governo Meloni. Una stagione chiamata a consolidare e rilanciare tutto ciò che di buono è stato costruito in questi vent’anni e a prendere di petto i nodi irrisolti, le questioni su cui più si concentrano le attese dei pugliesi.
Sulla sanità serviva un segnale forte e questo è subito arrivato. Nel sentiero stretto tra i problemi strutturali della sanità pugliese e i tagli alla spesa sanitaria da parte del Governo nazionale, il diritto alla salute dei pugliesi sarà il grande banco di prova del nuovo governo regionale.
Tra le priorità c’è poi la crisi idrica e il destino dell’ex Ilva, su cui il nuovo presidente potrà contare sull’importante apporto di Michele Emiliano. Purtroppo, dopo tre anni e mezzo, il Governo nazionale non è ancora stato in grado di indicare una strategia degna di questo nome per contemperare le ragioni dell’ambiente con quelle del lavoro e del futuro dello stabilimento. È su questo terreno che dovrà vertere il nostro impegno, valutando anche la possibilità di una nazionalizzazione temporanea dello stabilimento.
Ma c’è un’altra questione che, per essere risolta contando sul contributo di tutti, deve essere affrontata agli albori della nuova legislatura: la legge elettorale regionale.
Le difficoltà interpretative sull’attribuzione dei seggi all’interno della stessa lista; i meccanismi che portano a sottorappresentare le circoscrizioni più popolose; un premio di maggioranza che finisce per diventare un premio di minoranza, attribuendo il 45% dei seggi anche quando, come in questo caso, si ottiene il 35% dei voti. Come è stato chiaro a tutti in queste settimane, la legge elettorale pugliese presenta elementi fortemente distorsivi della volontà elettorale. Va cambiata rapidamente così come bisogna affrontare al più presto i limiti più evidenti dello statuto della regione in particolare rispetto alla composizione della giunta.
Insomma, i temi sono tanti, ma le premesse per fare bene ci sono tutte. Decaro è un uomo che ascolta, che include, che sa valorizzare il merito e le competenze, costruendo senso di appartenenza e spirito di squadra.
Tutte qualità che sono certo che saprà confermare e che torneranno utili in questa nuova, importante avventura: scrivere una pagina di buon governo, essere un riferimento per quel centrosinistra chiamato a costruire, nei prossimi mesi, un’alternativa di governo a quello di Giorgia Meloni. Per il futuro e la crescita della Puglia. Di tutta la Puglia.