Il 29 luglio 2025 segna il 50° anniversario dell'istituzione dei
consultori familiari, sancita dalla Legge 405 del 1975.
Tale provvedimento ha rappresentato una pietra miliare nel panorama della tutela della salute della donna, della coppia e della famiglia nel nostro Paese.
Nati in un periodo di significativi mutamenti socio-culturali, i consultori hanno avuto l'obiettivo di offrire un supporto socio-sanitario integrato, basato su un approccio multidisciplinare.
Queste strutture sono state concepite per fungere da punti di riferimento per la consapevolezza riguardo al proprio corpo e ai diritti inerenti alla sfera sessuale e riproduttiva.
Nel corso di mezzo secolo, i consultori hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo cruciale in settori fondamentali quali la salute riproduttiva – attraverso consulenze su contraccezione, procreazione responsabile e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili – e il supporto durante la gravidanza e il post-parto, garantendo accompagnamento alla gestazione e sostegno all'allattamento e alla genitorialità.
Nonostante le profonde trasformazioni sociali, i consultori familiari rimangono un presidio essenziale per la tutela dei diritti, della salute e del benessere, con particolare attenzione a donne, famiglie, adolescenti e giovani.
Rappresentano un punto di riferimento imprescindibile sul territorio, che merita di essere valorizzato e rafforzato.
Questo anniversario costituisce un'occasione propizia per riflettere sull'importanza intrinseca di queste strutture, sul loro ruolo attuale all'interno del sistema sanitario e sulla necessità di continuare a garantirne e potenziarne l'attività su tutto il territorio nazionale.
La sfida odierna consiste nel riportare i consultori al loro ruolo originario, rilanciandoli come una delle esperienze più qualificanti del Servizio Sanitario Nazionale.
Per questa finalità è importante garantirne i livelli assistenziali e le risorse su tutto il territorio nazionale, potenziarne il personale e la presenza equipe multidisciplinari (composte da psicologi, ginecologi, ostetrici, assistenti sociali, mediatori culturali e personale non obiettore di coscienza).
Altresì garantire la piena applicazione della legge 194/78, estendere i percorsi di presa in carico lungo tutto l’arco della vita: adolescenza, gravidanza, post-parto, allattamento, infertilità, menopausa e post-menopausa.