''L'accordo sui dazi tra Unione Europea e Stati Uniti è profondamente squilibrato e rischia di avere effetti pesantissimi sull'economia europea. Una supertassa del 15% sulle merci europee esportate negli USA, a cui si aggiunge la svalutazione del dollaro, rappresenta un colpo senza precedenti per il nostro export, che non può essere minimizzato''. Lo dice Beatrice LORENZIN, vice presidente dei senatori Pd, che incalza: ''E in questa situazione, il governo cosa fa? Anche nei decreti economici all'ordine del giorno in Parlamento non c'è traccia di misure per contenere i danni. Né, tantomeno, il governo è venuto in Parlamento a interloquire con maggioranza e opposizione su soluzioni alternative o su eventuali spazi economici da prevedere nella prossima legge di bilancio''. ''L'intesa è, nei fatti, un cedimento alle pressioni del presidente Trump, che espone le imprese europee, e italiane in particolare, a una competizione ancora più difficile nei settori agroalimentare, automotive e farmaceutico. L'Italia, che esporta ogni anno oltre 65 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, esce estremamente indebolita da questa intesa'', constata la senatrice dem. ''Ci saremmo aspettati una linea più coraggiosa da parte della presidente Meloni, capace di difendere davvero l'interesse nazionale. La tanto proclamata amicizia con Trump non ha prodotto alcun vantaggio concreto per il nostro Paese. Anzi, ora il rischio è che si tenti di scaricare sull'Europa la responsabilità di un'intesa che il governo italiano ha di fatto sostenuto'', conclude LORENZIN.