''I dati del rapporto DI Antigone sono allarmanti: in meno DI tre anni i ragazzi detenuti negli istituti penali per minorenni sono aumentati del 50%. Un dato drammatico, che ha una origine evidente nelle norme repressive introdotte dal decreto Caivano voluto dal Governo Meloni. Il carcere è diventato la risposta automatica alla fragilità sociale. È un fallimento DI civiltà''. Lo dichiara la deputata Michela DI BIASE, componente della commissione Giustizia, commentando il rapporto semestrale dell'associazione Antigone sul sistema penitenziario. ''Nel settembre 2023 - prosegue DI BIASE - il Governo ha scelto DI ampliare l'utilizzo della custodia cautelare per i minorenni, restringendo drasticamente l'accesso alle misure alternative. Il risultato? Oggi negli IPM ci sono 586 giovani, DI cui 355 minorenni, spesso in condizioni disumane: materassi a terra, igiene assente, celle chiuse tutto il giorno, attività scolastiche sospese. In 8 istituti su 17 si registra sovraffollamento, un fenomeno che non si era mai visto prima nei penitenziari minorili'', prosegue la deputata. ''Colpisce poi che il 63,5% DI questi ragazzi non abbia una condanna definitiva e che tra i minorenni questa percentuale arrivi quasi all'80%. Parliamo DI adolescenti per i quali la custodia in carcere dovrebbe essere l'extrema ratio, non la regola. E invece - sottolinea la deputata dem -si sceglie la scorciatoia repressiva, scaricando sulle carceri il fallimento delle politiche educative, sociali e DI inclusione. Serve un cambio DI rotta: più investimenti su scuola, servizi sociali, percorsi educativi e misure alternative, meno carcere e meno propaganda securitaria. I giovani non si salvano con la repressione - conclude DI BIASE - ma con il dialogo, l'inclusione e la fiducia''.