Sono trascorsi cinque anni dall’inizio della pandemia da Covid19, un evento che ha segnato profondamente il nostro Paese e il mondo intero. Nei giorni in cui si celebrava la “Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da coronavirus”, ho avuto l’occasione di ripercorrere le tappe di questo periodo nel corso della presentazione del libro “Nel palazzo bianco” che si è tenuta nella libreria Feltrinelli di Napoli con l’autore Nicola Del Duce, portavoce del ministro Speranza in piena pandemia. Del Duce mette in fila cosa è successo in Italia nel periodo del Covid osservandolo dal di dentro, raccontando quello che succedeva “Nel palazzo bianco”, cioè il Ministero della Salute che con Palazzo Chigi, era centrale nella lotta al virus.
Racconta le attività del governo, tratteggia la figura di Roberto Speranza, di grande spessore, un altissimo profilo istituzionale, infaticabile, sempre presente e pronto a dialogare con i suoi colleghi in Europa, ad anticipare l’emergenza mettendo al lavoro una task force di scienziati e consiglieri politici di valore a prendersi la responsabilità di misure restrittive, sempre vicino ai medici. Disposto a combattere la sua ritrosia a parlare in pubblico, pur di informare gli italiani. Nel libro viene raccontata anche quale ulteriore impresa è stata gestire la comunicazione, che è l’ambito in cui anche io da giornalista ho lavorato a lungo e che continuo a osservare con attenzione nel mio attuale ruolo istituzionale, specie quando si devono affrontare emergenze complesse e gestire le legittime preoccupazioni dei cittadini. Ho voluto chiacchierare di quel periodo anche con Gaetano Manfredi e con Dario Franceschini, che erano Ministri del Conte 2 ed hanno avuto ruolo cruciale in quel periodo drammatico. Del Duce ci ha ricordato che l’Italia aveva puntato sulla salute dei cittadini con investimenti per 10 miliardi di euro. Mai un impegno così significativo. Ora c'è un disinteresse sulla sanità da parte del governo nazionale malgrado il PD con la segreteria Schlein ed in particolare con Marina Sereni stia portando avanti una battaglia importante sulle difesa della sanità pubblica.
Attraverso i dialoghi, Nicola ci racconta anche i conflitti interiori che hanno affrontato persone di sinistra nel decidere di limitare la libertà, a chiudere scuole, uffici, cinema, teatri e qualsiasi luogo pubblico. Insomma, una narrazione avvincente, quasi epica, direi, di un viaggio avventuroso di un capitano di vascello con i suoi ufficiali alla ricerca di un approdo sicuro nella tempesta, tanto per usare la metafora utilizzata da Papa Francesco nella benedizione Urbi et Orbi nella piazza San Pietro deserta, sotto la pioggia battente. Nella sua omelia parlò a tutti gli italiani chiusi nelle loro case, pregò per i malati e i moribondi, per i sanitari e anche per i politici che stavano portando la croce della responsabilità delle scelte. “Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa”. Le parole di Papa Francesco seppero dare un senso di unità, di speranza e conforto al sacrificio che gli italiani stavano facendo, ma anche sostenere l’impegno del governo in quel momento così difficile.