"I dati Istat ci ricordano che l'Italia è un Paese sempre più anziano, con il 2,6% di nascite in meno rispetto al 2023 e il minimo di figli per donna da 1995, e con un'emigrazione in continua crescita, con addirittura 156mila italiani espatriati nel 2024 (+36,5% sul 2023). I nostri giovani, che sono sempre di meno, li stiamo perdendo, rischiando così l'impoverimento demografico ed economico, come già accaduto a tutte le nazioni che per decenni hanno di fatto formato manodopera qualificata per altri". Lo dichiara in una nota la senatrice Beatrice Lorenzin, vicepresidente del gruppo Pd. "Oggi - prosegue Lorenzin - lasciano l'Italia laureati, ricercatori, lavoratori specializzati, giovani altamente qualificati e formati che costruiscono altrove il proprio futuro e progetto di vita. Dobbiamo cambiare paradigma, rendendo l'Italia un Paese attrattivo. Questo significa non solo favorire il rientro dei nostri 'cervelli', ma anche diventare una meta ambita per professionisti e competenze provenienti dall'estero, che qui vogliono sviluppare il proprio potenziale". "L'inverno demografico - continua l'esponente del Pd - non è solo un'emergenza da affrontare con misure tampone, ma un rischio strutturale che richiede politiche trasversali: dal miglioramento dei salari all'accoglienza, dalla valorizzazione delle carriere al sostegno alle imprese e alle scienze umane. Solo così potremo costruire una base demografica e sociale solida, rendendo l'Italia più competitiva, equa e capace di attrarre e valorizzare i talenti. A quasi tre anni di governo Meloni, non si parla di futuro, misure di prospettiva per la competitività del Paese e la sua tenuta sociale non si vedono, anzi si susseguono iniziative tampone senza una traiettoria che investa sulle persone", conclude la senatrice Lorenzin.