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Braga: nel Governo c'è una gara a chi è più amico di Donald, ma a pagare sono gli italiani

25 Marzo 2025

Intervista a Chiara Braga su "la Repubblica"

"In qualunque altro Paese si sarebbe già aperta una crisi di governo. Tajani, messo sotto tutela da Salvini, tragga le conclusioni domandando a Meloni se è ancora lui il ministro degli Esteri". Così, a Repubblica, la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga. "Stanno cercando di mettere la polvere sotto il tappeto e di nascondere le divisioni - prosegue - che però sono sotto gli occhi di tutti. La verità è che in Italia c'è un governo che non ha una linea comune sulla politica estera e lo dimostra il voto sulla risoluzione votata prima del Consiglio europeo. Che Tajani sia commissariato lo dice Durigon. E ricordo che Molinari aveva detto che Meloni non aveva mandato per trattare in Europa e votare il riarmo". "Il Pd - afferma poi - ha espresso chiaramente la sua posizione sulla politica estera e sulla difesa comune europea nelle risoluzioni votate compattamente alla Camera e al Senato. Sì a una difesa comune, no a scelte che favoriscano la corsa al riarmo dei singoli Stati. Il governo invece non ha una linea condivisa e non è in grado di rappresentare l'Italia nei tavoli internazionali. Mi pare che dentro questa gara a chi è più amico di Trump a farne le spese sarà l'Italia. Sui dazi Meloni e Salvini si illudono di potere trattare separatamente condizioni migliori, ma non fanno altro che indebolire il Paese". "Se FI è ancora una forza europeista, come dice il ministro degli Esteri, dovrebbe spiegare alla presidente del Consiglio che non c'è altra strada possibile che reagire insieme come Europa altrimenti, anche su questo, a farne le spese rischiano di essere gli imprenditori italiani", conclude.


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