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Italia-Cile: Sereni, l'insediamento del nuovo Presidente e' un grande momento di democrazia

11 Marzo 2022

Italia-Cile: Sereni, governo Boric esempio per l’America latina
Il fatto che il Cile "abbia scelto con una ampia maggioranza una soluzione istituzionale (il governo del nuovo presidente Gabriel Boric, ndr.) alla crisi sociale cominciata nell'ottobre 2019 è un segno importante per tutta la regione latinoamericana e non solo": Lo ha dichiarato oggi a Radio BioBio la viceministra degli Esteri italiana Marina Sereni.
A Santiago del Cile per presenziare all'insediamento ufficiale oggi di Boric nel palazzo della Moneda, Sereni ha voluto sottolineare i legami bilaterali dell'Italia con l'America latina. "E' una relazione a 360 gradi - ha assicurato - che va dalla dimensione umana di una numerosa comunità di discendenti di emigrati italiani fino alla dimensione economica, raggiungendo una dimensione di grande valore".
Siamo convinti, ha proseguito che "in Cile e in America Latina abbiamo interlocutori privilegiati con cui confrontarci sulle grandi in un mondo sempre più complesso e frammentato".
Evocando la sua esperienza personale e politica, simile a quella di Boric con i movimenti studenteschi, la viceministra ha osservato che essa "mi insegnato come il rapporto con le persone sia importante, soprattutto per prendere coscienza dei problemi dei più deboli" E anche, ha aggiunto, che "è necessario saper dialogare con chi la pensa diversamente, per trovare mediazioni e soluzioni praticabili ai problemi. Questo è il cuore della politica e della democrazia".
Per quanto riguarda i problemi migratori, Sereni ha ricordato che l'Italia ha dovuto affrontare un grande afflusso (da Medio Oriente e Africa), nello stesso senso in cui il Cile si trova a fare i conti alle sue frontiere settentrionali con emigranti, prevalentemente venezuelani.
"Occorre - ha poi detto - contrastare i trafficanti di esseri umani, che si approfittano della disperazione di persone che fuggono dalla fame e dalla violenza. Ma, ha concluso, "credo sia giusto organizzare politiche di accoglienza e integrazione, evitando le tensioni sociali fra chi cerca rifugio e i gruppi sociali più vulnerabili delle comunità ospitanti".



Italia-Cile: Sereni, l'insediamento del nuovo Presidente e' un grande momento di democrazia
Il passaggio di consegne alla presidenza del Cile e' "un grande momento della democrazia repubblicana", prova di una solidita' delle istituzioni gia' testimoniata, da ultimo, con la gestione delle crisi sociali iniziate nel 2019. Lo ha detto la vice ministra degli Esteri, Marina Sereni, intervistata dalla cilena "Radio BioBio" nel giorno in cui Gabriel Boric si insedia come nuovo presidente. "L'impeccabile protocollo repubblicano che abbiamo visto in azione nel corso delle elezioni presidenziali ci ha permesso di confermare la solidita' delle istituzioni cilene", ha detto Sereni, non dimenticando l'apertura del processo di riforma della Costituzione, come risposta alle rivendicazioni economiche, sociali e politiche portate avanti da ampi settori del Paese. "Il fatto che il Cile abbia scelto, a grande maggioranza, una uscita istituzionale alla crisi sociale e' un segnale importante per tutta la regione latinoamericana e non solo". La presenza alla cerimonia, assicura la vice ministra, e' un "segnale di continuita'" rispetto ai legami che uniscono i due popoli. "In tanti momenti storici l'Italia ha sempre mostrato in modo concreto la sua vicinanza al Cile", ha detto Sereni ricordando la missione effettuata poco dopo l'insorgere dei disordini sociali. "In piena pandemia siamo stati l'unico Paese straniero ad inviare non solo respiratori meccanici ma anche una missione di medici specializzati nella lotta al Covid-19".
L'Italia, ricorda Sereni, "dispone di grandi investimenti nel Paese", oltre ad una comunita' di circa 75 mila connazionali, elementi che potranno essere messi a frutto nell'interscambio di "buone pratiche" anche con il nuovo governo. "Penso per esempio alle politiche sul lavoro o la regolazione del mercato dell'energia, nell'ottica della decarbonizzazione. O anche le importanti esperienze italiane nella lotta contro la criminalita' organizzata e il narcotraffico", ha detto.
Sereni ha quindi sottolineato come la sua esperienza nei movimenti "studenteschi e pacifisti", condivisi con il neo presidente cileno, abbiano insegnato l'importanza della "relazione con la gente, con i problemi delle persone, soprattutto con i piu' deboli. Saper discutere con chi la pensa diversamente e trovare mediazioni e soluzione praticabili. Questo e' il cuore della democrazia e della politica", ha rimarcato.




Italia-Cile: Sereni, emozione per cambiamento democratico
La viceministra degli Esteri Marina Sereni non ha nascosto oggi la sua "emozione" per aver partecipato in Cile a "un avvicendamento democratico ai vertici del potere come conseguenza, o frutto, di una grande mobilitazione che, nel rispetto delle regole democratiche, ha portato ad un cambiamento generazionale che speriamo generi un rinnovamento della politica".
Commentando all''ANSA la successione presidenziale da Sebastián Piñera a Gabriel Boric, la viceministra ha affermato che "naturalmente sappiamo bene che le sfide che dovrà affrontare questa nuova classe politica sono gigantesche".
In questo contesto Sereni ha evidenziato il grande momento delle relazioni bilaterali italo-cilene, affermando che "in questi giorni ho incontrato personalità del nuovo governo a cui ho trasmesso la nostra disponibilità a continuare a collaborare con il Cile", dato che "abbiamo molte ragioni per continuare a lavorare insieme".
Al riguardo la responsabile governativa ha portato ad esempio le questioni delle energie rinnovabili. "Ci sono - ha ricordato - alcune aziende italiane che sono in prima fila nelle ricerche più avanzate", assicurando che "il Cile può essere un grande laboratorio, non solo per le energie rinnovabili ma anche per l'idrogeno verde".
Ad una domanda sulla figura del nuovo presidente Boric, Sereni ha risposto che "si tratta di una personalità molto interessante, come ha dimostrato anche la sua campagna elettorale". Affrontando il passaggio fra il primo ed il secondo turno delle presidenziali, Boric "ha manifestato una capacità di maturazione e di convinzione per aumentare i suoi consensi".
Essendo molto giovane (36 anni), ha poi detto, "ha grande facilità per abbracciare nuove idee" e questo grazie "alla sua personalità molto indipendente e alla grande capacità di relazionarsi con la gente". In particolare Sereni ha indicato di aver apprezzato in Boric l'impegno per l'ecologia e il femminismo.
Fondamentale, ha ancora detto, è stata negli ultimi anni "la decisione di poter dare sfogo alla rivolta sociale attraverso un percorso istituzionale", con l'avviamento di un processo costituente, "una scelta molto coraggiosa".
La viceministra ha poi osservato che, in Cile come in Europa, "per funzionare una democrazia deve avere forze politiche come i partiti, ma anche la partecipazione diretta e la mobilitazione dei cittadini è molto importante". Comunque "per il funzionamento del sistema democratico sono necessarie organizzazioni politiche trasparenti, affidabili, capaci di rinnovare la stessa classe dirigente ma - ha sottolineato - difficilmente ciò può funzionare senza la partecipazione dei partiti".
Infine, di fronte al problema delle migrazioni, Sereni ha ricordato il discorso di Boric. "Penso - ha detto - che sia molto consapevole che si devono bilanciare due aspetti: da un lato i traffici di persone, nel Mediterraneo come in America Latina, gestiti da criminali che si approfittano della disperazione di chi fugge da guerra, carestie, violenza". In questo primo aspetto "occorre controllare la tratta degli esseri umani e controllare le frontiere. Ma d'altra parte è necessario sapere che queste persone sono esseri umani, e quindi si devono costruire soluzioni di accoglienza e integrazione".
"È difficile, lo so - ha infine detto - soprattutto perché è necessario non lasciare da sole le comunità dove arrivano questi migranti".

Nel giorno dell'insediamento del Presidente Gabriel Boric, ho incontrato la Sottosegretaria agli Esteri, Ximena Fuentes e la Segretaria Esecutiva CEPAL, Alica Barcena.


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La cerimonia di insediamento di Boric si compone di vari momenti che culmineranno a sera. La giornata si apre con la riunione del nuovo governo alle 9.30 (ore locali, le 13.30 in Italia), occasione per la prima foto di famiglia.
Alle 11, i funzionari inizieranno a spostarsi verso la sede del parlamento, a Valparaiso, raggiunti - tra le 11.30 e le 12 - dal presidente eletto e dalla compagna, Irina Karamanos.
La cerimonia vera e propria, che verra' trasmessa a reti unificate su tutto il territorio nazionale, iniziera' ufficialmente alle 12 (le 16 in Italia).
Alle 18 Boric fara' il suo ingresso al Palazzo de La Moneda dove, alle 19, dara' il suo primo discorso da presidente dal balcone al secondo piano della casa di governo. Numerosa la rappresentanza di capi di Stato e di governo attesa alla cerimonia. Un appuntamento che risentira', in termini organizzativi, delle restrizioni imposte dal nuovo coronavirus: e' infatti prevista la presenza massima di 500 persone, meno della meta' dei 1.380 invitati all'insediamento del presidente uscente, Sebastian Pinera.

Le varie delegazioni - salvo sorprese undici capi di Stato o di governo con rispettivi partner, 42 ambasciatori, undici rappresentanti di organismi internazionali e 22 tra ministri e viceministri degli Esteri - sono attese tutte entro le giornate di giovedi' e venerdi'. Dalla Spagna arriva il Re Filippo VI, accompagnato dalla vicepresidente del governo, Yolanda Diaz, e dalla ministra per le Pari opportunita', Irene Montero. Presenti, tra gli altri, anche i presidenti di Argentina, Alberto Fernandez, dell'Ecuador, Guillermo Lasso, della Repubblica Dominicana, Luis Abinader, del Peru', Pedro Castillo, del Paraguay, Mario Abdo Benitez, dell'Uruguay, Luis Lacalle Pou, della Bolivia, Luis Arce, e di Panama, Jose' Gabriel Carrizo. In rappresentanza del Brasile c'e' il vicepresidente Hamilton Mourao, essendo nota da tempo la defezione di Jair Bolsonaro. Per il Messico c'e' Beatriz Gutierrz, moglie di Andre's Manuel Lopez Obrador, il presidente che nei limiti del possibile non lascia il territorio nazionale. Assistono al cambio di governo anche il primo ministro di Haiti, Ariel Henry, il vice presidente dell'Honduras, Salvador Nasralla. Non e' prevista la presenza dei presidenti del Venezuela, Nicolas Maduro, e del Nicaragua, Daniel Ortega, entrambi oggetto di dure critiche da parte di Boric. Non confermata anche la presenza del presidente cubano Miguel Diaz Canel. Boric ha invitato alla cerimonia di insediamento una serie di personalita' (ex capi di stato, esponenti della politica e rappresentanti della cultura e della letteratura) che considera affini e che "nei loro paesi stanno lavorando per costruire un presente e un futuro di maggiore dignita'", come recita l'invito. Tra questi il candidato per la sinistra alla presidenza della Colombia alle prossime elezioni presidenziali, Gustavo Petro; l'ex vicepresidente del Nicaragua, Sergio Ramirez, cosi' come la scrittrice sempre nicaraguense, Gioconda Belli, entrambi forti critici del governo di Ortega. Di questo gruppo facevano parte anche l'ex presidente del Brasile, Luis Inacio Lula Da Silva, e l'ex presidente dell'Uruguay, Jose Mujica. Entrambi hanno declinato l'invito, il secondo adducendo complicazioni legate all'avanzata eta'.


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