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Fassino: L’Ucraina combatte anche per noi - Intervento su Il Tirreno

06 Marzo 2022

All'Ucraina che chiede l’ingresso nella Ue, non si può rispondere burocraticamente che occorre verificare i parametri. L'Europa non può essere ridotta a una somma di aridi criteri. Bisogna intanto rispondere: ”sì, l’Europa ti accoglie”. Poi si darà luogo alle procedure e ai passaggi con i tempi necessari. Ma in queste ore chi sta sotto le bombe a Kiev si aspetta che parole chiare di solidarietà e accoglienza. Video»

La decisione del Parlamento italiano è stata assunta quindi in piena coerenza con la Carta dell'Onu e anche con l'articolo 11 della Costituzione che dichiara: «L'Italia rifiuta la guerra come strumento di offesa e di risoluzione dei conflitti».

Il nostro sostegno all'Ucraina non ha come obiettivo di aggredire la Russia, ma di consentire all'Ucraina di difendersi dall'aggressione decisa da Putin. L'Italia non ha dichiarato guerra e non è impegnata militarmente con le proprie truppe o proprie strutture militari nei teatri di guerra.

Ma l'Italia repubblicana non è un paese neutrale, non lo è mai stato e non lo prescrive la Costituzione.

Non siamo in guerra, ma non siamo indifferenti e tanto meno equidistanti tra chi aggredisce e chi è aggredito.

Qui l'Atlante uscito sui quotidiani del gruppo SAE (Tirreno, Gazzetta Modena, Gazzetta Reggio, Nuova Ferrara, Nuova Sardegna): L’Ucraina combatte anche per noi»

Fermare la guerra di Putin
Articolo di Piero Fassino pubblicato nella Newsletter.
Giorno dopo giorno la tragedia ucraina si consuma. Già un milione di profughi hanno attraversato il confine ucraino. Altri milioni hanno lasciato le città in cerca di un rifugio sicuro nelle campagne. Intanto prosegue incessante l'offensiva militare russa dal cielo, da terra e dal mare puntando a fiaccare ogni resistenza e a stringere Kiev in una morsa a tenaglia. I colloqui avviati tra le delegazioni di Kiev e Mosca procedono lentamente, senza che Mosca conceda una tregua richiesta peraltro non solo dagli ucraini, ma anche dalle Nazioni Unite, dall'Unione europea e i suoi principali leader. E se grazie ad un potenziale militare nettamente superiore Putin può imporre una soluzione basata sulla forza, da questa sciagurata avventura il Presidente russo non sta traendo i risultati sperati.
Aveva scommesso su una guerra lampo che gli consegnasse l'Ucraina in poche ore e invece deve fare i conti con una resistenza tenace che dimostra che gli ucraini non vogliono in nessun modo essere sudditi di Mosca.
Aveva pensato che l'esito infausto della vicenda afghana, avrebbe reso gli Stati Uniti meno reattivi e gli europei più reticenti e invece mai come in questa occasione il rapporto transatlantico ha dimostrato la sua solidità.
Ha scommesso sulla forza di ricatto del gas russo e invece si trova colpito da sanzioni che metteranno a dura prova la tenuta dell'economia russa.
Ha creduto di poter contare su un vasto sostegno internazionale e invece all'ONU la risoluzione di condanna ha raccolto il voto del 90% degli Stati.
Ha cercato di compattare il consenso interno sollecitando l'orgoglio della "grande Russia" e per la prima volta nelle piazze delle città russe - nonostante la repressione della polizia e migliaia di arresti - si è manifestata una vasta protesta che contesta non solo l'avventura ucraina, ma anche il modo autocratico del regime putiniano.
Ha voluto la prova di forza per ottenere dal mondo il riconoscimento della Russia come potenza globale e si trova in una condizione di isolamento quale mai Mosca aveva conosciuto.
Insomma: la guerra di Putin ha prodotto il solo risultato di destabilizzare gli equilibri geopolitici che dalla caduta del muro di Berlino avevano garantito stabilità e sicurezza.
Nasce da qui la decisione dell'Occidente - e dell'Italia - di non subire la protervia di Putin e la sua violazione di ogni regola della convivenza pacifica. Ed è la ragione per cui il nostro posto è al fianco degli ucraini. A fianco dei profughi e della popolazione civile mettendo in campo un grande azione umanitaria e di solidarietà. A fianco di chi combatte mettendogli a disposizione gli strumenti per difendere la sua e la nostra libertà.

Fassino: Dalla parte dell'Ucraina 

Fassino: tra russi e ucraini frattura insanabile – Intervista di Radio Immagina 

Ucraina, Fassino: Putin dimostra di non credere nel dialogo. Ma dobbiamo insistere 

Fassino: Difesa comune e allargamento. Le scelte dell'Ue per diventare, davvero, grande - Intervento su Huffington Post 

Ucraina: Fassino, non siamo in guerra ma aiutiamo gli aggrediti 


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