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Napoli, Picierno tra gli immigrati del centro storico: da qui un modello per l’Europa - Corriere del Mezzogiorno

22 Febbraio 2022

Ascoltate le storie di donne e uomini giunti sui barconi e di rifugiati accolti dalla Comunità di Sant’Egidio.

Oggi ho visitato il carcere femminile di Pozzuoli che ospita circa 150 donne.

Durante la mia visita ho avuto il piacere di vedere il lavoro della Coop Lazzarelle, nata nel 2010 con l’obiettivo di aiutare le detenute e i piccoli produttori di caffè del sud del mondo.

È anche così che alle donne viene offerta consapevolezza delle loro capacità e delle loro possibilità. Il lavoro restituisce dignità e conduce verso un percorso di reinserimento nella società e di rinascita.

L’intero ciclo produttivo, dalla tostatura del caffè all’impacchettamento, si svolge all’interno del carcere.

Voglio ringraziare la direttrice del carcere Maria Luisa Palma, la cooperativa Lazarelle e tutte le donne che lavorano qui ogni giorno con l'impegno che il percorso di emancipazione iniziato possa condurle verso una nuova vita.



Articolo pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno

La vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno ha incontrato una folta delegazione della Scuola di Lingua e Cultura Italiana della Comunità di Sant’Egidio nel Centro storico di Napoli. Ad accoglierla immigrati e rifugiati di tutte le età che nella Scuola - come molti di loro hanno testimoniato - si sentono circondati di affetto e amicizia. La vicepresidente Picierno ha ascoltato le storie di alcuni di loro e la loro odissea per giungere in Italia. In particolare è stata colpita dal racconto di Tetiana, giovane ucraina che ha parlato della sua angoscia di questi giorni, della paura che ha per parenti ed amici rimasti nel suo paese e che ora potrebbero diventare vittime di una guerra. Poi il racconto di Amantha e Talween, oggi studentesse universitarie, che ai sono definite figlie della Comunità. E vi erano anche Mamadou e Omar giunti a Napoli dopo un lungo e rischioso viaggio nell’attraversare il deserto e il Mediterraneo a bordo di barconi. Sopravvissuti per miracolo.
In molti momenti la vicepresidente del Parlamento europeo è apparsa preoccupata, in altri commossa. «Ma sono stata contenta - ha detto - di questo incontro perché questa è l’Europa dell’accoglienza che il Parlamento europeo vuole costruire. Ringrazio la Comunità di Sant’Egidio per l’impegno di tanti anni nel costruire una società in cui ogni persona è rispettata con dignità. Fin da ragazza - ha concluso - ho imparato molto dalla Comunità nel modo di relazionarsi con gli immigrati, in particolare nel ritrovarci nel fare memoria di Jerry Masslo, come avviene ogni anno nel cimitero di Villa L’interno».


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