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Fassino: Italia e Romania insieme per la stabilita' e la sicurezza in Europa

15 Febbraio 2022

Nell'ambito delle consultazioni che la diplomazia parlamentare sta svolgendo per contribuire a una soluzione politica della crisi russo-ucraina, si sono incontrati questa mattina il Presidente della Commissione Esteri, Piero Fassino e la sua omologa della Camera dei Deputati della Romania, Rozalia Ibolya Biro.
Avendo condiviso l'analisi sulla gravità della crisi in Ucraina, i due Presidenti hanno convenuto sulla necessità di compiere ogni sforzo per scongiurare il ricorso alle armi e ricercare una soluzione negoziata e condivisa che garantisca la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina. Spetta alla Russia compiere il primo passo riducendo la pressione militare ai confini dell'Ucraina.
Questa crisi - hanno sottolineato i Presidenti -richiama l'esigenza di un nuovo "patto per la sicurezza europea", una Helsinki 2, funzionale alla prevenzione dei conflitti e alla risoluzione delle controversie nel contesto geopolitico e geostrategico di oggi, del tutto mutato rispetto al 1975. Un nuovo "patto per la sicurezza" è peraltro necessario anche per dare stabilità al Mediterraneo oggi investito da crisi e conflitti in molti paesi.
Nel corso dei colloqui è stata anche sottolineata la preoccupazione per i tempi lunghi del processo di allargamento della Ue ai Balcani Occidentali per i quali è urgente un'accelerazione dei negoziati con Serbia e Montenegro e l'avvio degli stessi con Nord Macedonia e Albania.
I due Presidenti hanno infine convenuto di avviare un "partenariato strutturato" tra le due Commissioni che avranno il primo incontro a ranghi completi nel prossimo mese di marzo. La cooperazione si realizzerà anche a livello delle omologhe sottocommissioni in materia di Agenda 2030 e diritti umani.


Commissioni esteri G7: diplomazia per evitare la guerra in Ucraina; la Russia si astenga dall’esercizio di azioni od operazioni militari
"La Russia si astenga dall'esercizio di azioni od operazioni militari in e contro l'Ucraina a cui seguirebbero inevitabili e ulteriori sanzioni che danneggerebbero il popolo russo. Per questo invitiamo i governi russo, ucraino e a quelli del G7 a proseguire nel dialogo e ad adottare tutte le azioni diplomatiche per arrivare ad una soluzione pacifica della crisi esortando il governo russo ad esercitare la massima moderazione". Lo dicono i Presidenti delle commissioni Esteri dei Parlamenti dei paesi del G7 in una dichiarazione congiunta, promossa quest'oggi dal presidente di turno, il britannico Tom Tugendhat e sottoscritta dagli altri sei Presidenti.
"L'intensa attività diplomatica della comunità internazionale, grazie alla agenda di interlocuzioni di queste ore - ha detto Piero Fassino, presidente della commissione Esteri della Camera dei deputati e cofirmatario del testo - dimostra che c'è ancora spazio per il dialogo e che non ci si deve rassegnare allo scenario peggiore". "Bisogna garantire una de-escalation non solo verbale - aggiunge Fassino - ma anche, e soprattutto, con azioni concrete, a partire dalla riduzione della presenza militare russa ai confini dell'Ucraina, così da sgomberare il campo da ogni possibile fraintendimento circa la sua integrità territoriale".




Ucraina: Fassino, la soluzione della crisi è l'integrità territoriale. Il Presidente Commissione Esteri della Camera incontra omologhi baltici
"Con i colleghi baltici abbiamo convenuto come la soluzione della crisi non possa che riaffermare l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina che non può essere sottoposta ad alcuna forma di limitazione della sua sovranità". Lo ha dichiarato Piro Fassino dopo che in mattinata i Presidenti delle Commissioni estere baltiche hanno svolto una sessione di lavoro proprio con Fassino e Vito Petrocelli, Presidenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato, mentre nel pomeriggio sono stati auditi dalle Commissioni Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato "In queste ore cruciali - ha aggiunto Fassino - nulla di intentato può essere lasciato per scongiurare un conflitto armato ed il primo passo essenziale non può che essere la riduzione delle truppe russe schierate al confine ucraino." "Così come è altrettanto indispensabile - conclude Fassino - che non si compiano atti che riacutizzino la crisi come accadrebbe se la Russia, come richiesto ieri dalla Duma, riconoscesse unilateralmente l'indipendenza della autoproclamata separatista Repubblica del Donbass". La crisi russo-ucraina è stata al centro della visita a Roma dei Presidenti delle Commissione esteri di Estonia, Marko Mihkelson, Lettonia, Rihards Kols e Lituania, Laima Andrikiene' ospiti delle Commissioni Esteri della Camera dei Deputati.

Intervista di Radio Radicale sull'incontro» 



Ucraina: Fassino, 'Non lasciare nulla di intentato, riaffermare integrita' territoriale e sovranita''
La crisi russo-ucraina è stata al centro della visita a Roma dei Presidenti delle Commissione esteri di Estonia, Marko Mihkelson, Lettonia, Rihards Kols e Lituania, Laima Andrikiene' ospiti delle commissioni Esteri della Camera dei Deputati. In mattinata i presidenti delle Commissioni estere baltiche hanno svolto una sessione di lavoro con Piero Fassino e Vito Petrocelli, Presidenti delle commissioni Esteri di Camera e Senato, mentre nel pomeriggio sono stati auditi dalle commissioni Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato. "Con i colleghi baltici - ha dichiarato Fassino in una nota – abbiamo convenuto come la soluzione della crisi non possa che riaffermare la indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina che non può essere sottoposta ad alcuna forma di limitazione della sua sovranità. In queste ore cruciali nulla di intentato può essere lasciato per scongiurare un conflitto armato ed il primo passo essenziale non può che essere la riduzione delle truppe russe schierate al confine ucraino." "Così come è altrettanto indispensabile - ha concluso Fassino – che non si compiano atti che riacutizzino la crisi come accadrebbe se la Russia, come richiesto ieri dalla Duma, riconoscesse unilateralmente l'indipendenza della autoproclamata separatista Repubblica del Donbass".

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