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Sereni: Zero dosi per l'85% della popolazione africana. Accelerare su distribuzione e produzione dei vaccini

05 Febbraio 2022

In vista dell’incontro internazionale del 17 e 18 febbraio, la Viceministra degli Esteri propone un pacchetto di iniziative europee per immunizzare i Paesi a basso reddito.

Intervista a Marina Sereni de La Stampa.

«Il 17 e il 18 febbraio, al tavolo con l’Unione Africana, l’Ue si presenti con un pacchetto di iniziative per spingere la campagna vaccinale nei paesi a basso reddito, sensibilizzare la popolazione sull’importanza del vaccino, formare il personale, garantire “l’ultimo miglio” che consente la distribuzione e la somministrazione delle dosi», afferma alla Stampa.it la viceministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Marina Sereni. Al convegno di Intersos (“Pandemia diseguale. La complessa sfida per l'accesso ai vaccini, in Italia e nel mondo”), Marina Sereni ha evidenziato che a inizio gennaio 2022 solo il 10% della popolazione target nei Paesi più poveri del mondo è stato vaccinato con almeno una dose. L’85% degli africani non è stato raggiunto dal vaccino. E l’80% delle dosi ricevute dai Paesi a basso reddito vengono dalla piattaforma Covax per la vaccinazione globale.
Quindi «per il 2022 dobbiamo rifinanziare il programma Covax e migliorare su distribuzione, gestione della catena del freddo e formazione del personale locale». A inizio gennaio 2022 solo il 10% della popolazione target nei Paesi più poveri del mondo è stato vaccinato con almeno una dose a fronte del 67% della popolazione target nei Paesi più ricchi. «Nel Wto si discuterà di sospensione temporanea del brevetto sui vaccini ma è un tema molto complicato e dobbiamo prepararci delle strade alternative se non verrà raggiunto questo obiettivo- precisa la viceministra degli Esteri-. La priorità è la consapevolezza che i paesi ricchi devono fare fino in fondo il loro dovere. Un anno fa la produzione di vaccini era scarsa e l’Occidente teneva per sé gran parte delle dosi. Oggi il quadro è totalmente cambiato. Le aziende sono in grado di produrre tutte le dosi necessarie per la popolazione mondiale. Covax ha già portato un miliardo di vaccini nei paesi poveri. Da alcuni mesi il sistema sta procedendo bene ma va rafforzato e velocizzato. E’ decisivo aiutare le nazioni a basso costo anche nella logistica per arrivare nelle zone rurali. Oms, Nazioni Unite e governi occidentali devono potenziare l’azione di supporto in parti del mondo dove i sistemi sanitari sono molto fragili e non riescono da soli a vaccinare su vasta scala la popolazione». Precisa Marina Sereni: «C’è la questione della produzione regionale dei vaccini. In Sudafrica ne producono uno simile a Moderna. In Marocco sono impegnati con vaccini diversi da quelli occidentali. Sono tutte iniziative da sostenere».
Un divario da colmare, quindi. Nell’Africa sub sahariana la percentuale di popolazione target che ha completato il ciclo vaccinale è almeno 7 volte inferiore alle nazioni ricche. Meno della metà dei paesi hanno raggiunto il 10% di copertura. Ciad e Repubblica Democratica del Congo, non raggiungono l’1%. L’impegno di vaccinare il 70% della popolazione mondiale entro il 2022 è lontano dall’essere mantenuto.


Farnesina, mutilazioni genitali disumane, impegno Italia Onu, 200 milioni di donne coinvolte, 'contro ogni violenza'
L'Italia, nella Giornata della 'tolleranza zero' nei confronti delle MUTILAZIONI genitali femminili, "ribadisce con forza il suo costante ed incondizionato impegno" per l'eliminazione "di questa pratica dannosa e di ogni altra forma di violenza fisica e psicologica contro le bambine e le giovani donne": lo ribadisce la Farnesina in una nota, ricordando che il governo svolge fra l'altro "un'azione incisiva nelle organizzazioni internazionali competenti". "Una pratica aberrante, disumana e gravemente lesiva dei diritti fondamentali delle donne, che pregiudica la loro possibilita' di sviluppo e di piena affermazione nella societa', ostacolando il processo verso il raggiungimento dell'uguaglianza di genere", insiste il ministero degli Esteri. E che l'Italia combatte in ogni modo, "a cominciare dai negoziati in seno all'Assemblea Generale e al Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite" e sul campo, "grazie all'importante contributo dei Progetti della Cooperazione Italiana allo Sviluppo che sostiene annualmente il programma congiunto gestito da Unfpa e Unicef dedicato all'eliminazione della pratica delle mutilazioni genitali femminili. "La lotta contro la violenza sulle donne e' anche una delle priorita' della Presidenza italiana del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, nel cui contesto promuoviamo la piu' ampia adesione alla Convenzione di Istanbul - prosegue la nota -. Condividiamo il nostro impegno con la societa' civile e con tutte le Istituzioni coinvolte, perche' crediamo fermamente che solamente attraverso un approccio inclusivo e multidisciplinare, volto a perseguire un cambiamento sostanziale, basato sui fatti, e non solo sulle norme, sia possibile raggiungere il pieno godimento dei diritti fondamentali delle donne e fare passi avanti significativi verso una piena uguaglianza di genere e un reale empowerment femminile. Secondo l'Onu, ricorda ancora la Farnesina, sono 200 milioni le donne e le ragazze del mondo che hanno subi'to mutilazioni genitali e negli ultimi due anni il numero e' continuato ad aumentare.

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