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Fassino: Si apre una fase politica nuova

05 Febbraio 2022

Articolo di Piero Fassino.

Con la rielezione del Presidente Mattarella e la riconferma di Draghi alla guida del governo - e la elezione di Giuliano Amato alla testa della Corte Costituzionale - si è consolidata la stabilità istituzionale rassicurando una società italiana scossa da oltre due anni di pandemia e offrendo alla comunità internazionale garanzie di affidabilità e credibilità dell'Italia.
Al tempo stesso si è aperta una fase nuova negli assetti politici. È una costante - spesso sottovalutata - che ogni elezione presidenziale ridisegni gli equilibri politici. Ed è così anche questa volta, tanto più in uno scenario caratterizzato da una maggioranza di governo di emergenza che vede insieme partiti e schieramenti che non rinunciano dichiararsi alternativi.
Al momento della formazione dell'attuale governo, scrissi qui che il tempo dell'esecutivo Draghi non sarebbe stato una parentesi, chiusa la quale, il sistema politico sarebbe tornato a prima. I fatti confermano. Dal passaggio politico di queste settimane tutti gli schieramenti escono rimescolati.
Il centrodestra vive una fase di dissoluzione, travolto da una gestione surreale che ha rivendicato un diritto di prelazione - "questa volta il Presidente tocca alla destra" - senza avere i voti autosufficienti necessari. Una dissoluzione resa più profonda per le divaricazioni strategiche tra i tre partiti: Forza Italia guarda alla ricomposizione di un'area moderata centrista, Fratelli d'Italia punta - sull'esempio della Le Pen - a massimizzare il voto di destra e la Lega è divisa tra sovranismo o europeizzazione.
Peraltro anche il campo progressista è chiamato a ridefinirsi: se il PD ha confermato la sua centralità, adesso è chiamato alla costruzione di quel "campo largo di progresso" necessario per candidarsi credibilmente alla guida del Paese. A sua volta nel Movimento 5 stelle si è aperta una dialettica che sarebbe miope ricondurre solo a un conflitto tra leader, quando invece il nodo da sciogliere è l'identità del movimento.
E in questo scenario torna a essere evocata la costruzione di un'area politica centrale in cui possano ritrovare ragioni e identità forze minori fuoriuscite dalle due coalizioni principali.
Aleggia in questo scenario il tema di una legge elettorale che consenta di dare stabilità e governabilità al Paese e garantisca ai cittadini l'effettivo potere di scegliere da chi essere rappresentati e da chi essere governati.
Insomma: ogni forza politica è chiamata a ridefinire strategie, alleanze e obiettivi. E tanto più è necessario per raccogliere la sollecitazione del Presidente Mattarella ad una politica all'altezza delle domande di dignità che salgono dal Paese.

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