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Sereni, guardare allo spirito di Francesco per ripartire

04 Ottobre 2021

"Per sanare ferite Covid" sottolinea vice ministra ad Assisi



"Dobbiamo guardare alle

parole, alla testimonianza e allo spirito di Francesco per
ripartire, per tornare a crescere, per sanare le ferite
economiche e sociali che il Covid ha prodotto ovunque. Non
possiamo tornare a come eravamo prima. Vogliamo e dobbiamo
diventare migliori di prima": lo ha detto Marina Sereni, vice
ministra degli Affari Esteri, durante il suo intervento dalla
loggia del Sacro Convento di Assisi.
"Dobbiamo partire dagli ultimi, combattere le diseguaglianze,
sconfiggere la fame, garantire l'educazione ai bambini e alle
bambine, colmare il divario tra ricchi e poveri, agire sulle
radici profonde della violenza e dei conflitti", ha aggiunto.
Sereni ha quindi sottolineato che "dobbiamo fare pace con la
natura, rispettare la bellezza del Creato, scoprire che si può
generare lavoro buono e ricchezza senza distruggere il pianeta".
"Proprio in questi giorni - ha proseguito - dai giovani di tutto
il mondo riuniti a Milano è venuta una domanda alta, forte: non
ci sono alternative, dobbiamo fermare il riscaldamento globale,
imboccare la strada della transizione ecologica, produrre e
consumare in modo sostenibile. Sono queste le sfide che il mondo
intero deve affrontare e che l'Italia ha messo al centro della
presidenza del G20 e della copresidenza con il Regno Unito della
Cop26 sul clima. Siamo impegnati perché́ questi grandi eventi
internazionali producano risultati concreti, diano risposte
efficaci, nel segno dell'equità̀ e della sostenibilità".
"D'altra parte - ha affermato Sereni - sono le stesse sfide
che anche la nostra comunità̀ è chiamata a vincere con il Piano
nazionale di ripresa e resilienza. Risorse importanti che
l'Europa ha messo a disposizione per investire sull'innovazione,
sull'economia verde, sui talenti femminili, sui giovani,
sull'inclusione e il riequilibrio tra nord e sud, tra centri e
periferie".


Sereni, dare impulso alla creazione di nuove infrastrutture

"C'è tanto da fare.
Dobbiamo dare impulso alla creazione di nuove infrastrutture
materiali e immateriali, dobbiamo cambiare la pubblica
amministrazione, promuovere nuove opportunità per le donne che
sono ancora troppo poco presenti nel mondo del lavoro e nei
luoghi della rappresentanza, combattere l'illegalità ovunque si
annidi, sostenere imprese e lavoratori per sconfiggere la piaga
inaccettabile delle morti nei luoghi di lavoro": così Marina
Sereni, vice ministra degli Affari Esteri ad Assisi, dove ha
partecipato alle celebrazioni di San Francesco.
"Riscoprire il valore dell'essere comunità, aiutare chi
rischia di rimanere indietro, pensare ai giovani di oggi e alle
generazioni che verranno richiede di mettere da parte ogni
egoismo, ogni piccolo interesse di parte", ha detto ancora
Sereni. "È questo il senso profondo di quel patto per il lavoro
e la crescita che il presidente Draghi ha proposto alle forze
economiche e sociali per unire l'Italia nel nome del bene
comune, per diventare un Paese più moderno, più accogliente,
più giusto. Solo nell'unità e nella solidarietà, nel solco
dell'insegnamento di Francesco, possiamo farcela", ha concluso
la vice ministra. 


Covid: Sereni, pochi vaccini in Paesi a basso reddito
'Italia esempio, donerà 45 mln di dosi a più bisognosi'

"Grazie alla scienza oggi

sappiamo che il virus può essere sconfitto. I vaccini ci
permettono di guardare con maggiore fiducia e speranza al
futuro, ci consentono di tornare a studiare, lavorare,
intraprendere, incontrarci. Ma non è così ovunque. Ancora
troppo pochi sono coloro che hanno ricevuto un vaccino nei Paesi
a più basso reddito: in Africa, in Asia, in America Latina": a
dirlo è stata la viceministra agli Affari Esteri, Marina Sereni,
parlando dalla loggia del Sacro Convento di Assisi, durante le
celebrazioni per San Francesco patrono d'Italia. "Abbiamo
l'obbligo morale e politico di fare di più e di farlo in fretta
- ha aggiunto".
"Dobbiamo essere generosi e razionali - ha affermato Sereni -:
la salute è un bene globale, indivisibile, nessuno si salva da
solo, solo insieme possiamo guarire. Ecco perché il presidente
Draghi ha annunciato che l'Italia donerà 45 milioni di dosi ai
Paesi che ne hanno maggiore bisogno. Vogliamo dare l'esempio,
nella nostra veste di presidenza del G20, e sollecitare tutti i
Paesi che possono a fare altrettanto". 


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