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Accogliamo chi è in fuga ma ci sia solidarietà tra tutti i Paesi europei - intervista alla Viceministra degli Affari Esteri Marina Sereni de Il Messaggero

18 Agosto 2021




Leggi l'intervista

Afghanistan: Sereni, ora bisogna accogliere chi fugge
'Abbiamo creato aspettative che non si sono realizzate'

"Dobbiamo prendere atto che dopo venti anni di presenza occidentale, l'Afghanistan è tornato nelle mani dei talebani. Non c'è un momento ideale per lasciare un Paese in cui si è stati così a lungo, ma l'uscita forse poteva essere costruita diversamente. Sicuramente l'opinione pubblica americana e occidentale voleva la fine della presenza militare e le democrazie devono rispondere ai loro cittadini; però abbiamo creato laggiù delle aspettative, come dimostrano tutte quelle persone che vogliono fuggire dal Paese, che non si sono realizzate, pensiamo alle donne afghane, alle promesse che avevamo fatto loro e che ora potrebbero tornare alla condizione di venti anni fa. Verificheremo naturalmente come i talebani si comporteranno, ma i primi segnali non sono incoraggianti". Lo dichiara la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni a Radio Radicale. "L'Afghanistan - prosegue Sereni - è un Paese molto complesso, segnato da frammentazioni di vario tipo, etniche, religiose, tribali, politiche. Pensavamo di aver aiutato una parte del Paese a costruire delle istituzioni che però si sono rivelate molto fragili se non evanescenti, sul piano della sicurezza come su quello della fiducia che gli afghani vi hanno riposto. Su questo occorrerà riflettere, perché se è vero che in questi anni si sono fatti alcuni progressi, a Kabul e nelle aree urbane principalmente, è altrettanto evidente che ci sono state anche molte sconfitte. L'Italia, come sottolineato dal Presidente Draghi, deve concorrere a ricercare una posizione unitaria dell'Europa, che non è scontata. Oggi c'è una prima riunione straordinaria dei Ministri degli Esteri. Dobbiamo avere un atteggiamento di apertura e di massima accoglienza, alla luce anche dei tanti Comuni, associazioni e soggetti della società civile che in queste ore hanno fatto sapere di essere pronti ad accogliere persone, famiglie, donne e bambini che vogliono fuggire dall'Afghanistan. Infine, - conclude la Vice Ministra - va considerato che una parte di quei profughi andrà nei Paesi vicini confinanti, con i quali dovremo collaborare, insieme al resto della comunità internazionale, perché non si può delegare a loro tutto il problema".


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Afghanistan: Viceministra Sereni, garantire l'uscita a chi vuol lasciare il Paese

Sicuramente occorre fare una doverosa riflessione su cosa non ha funzionato in Afghanistan e su perché l'azione dell'Occidente in questo Paese non ha portato ai risultati sperati, ma per prima cosa ora bisogna concentrarsi sulla drammatica emergenza umanitaria a seguito della caduta di Kabul. Lo ha dichiarato a "Radio 24" la viceministra degli Esteri Marina Sereni, che ha aggiunto: "Dobbiamo riuscire a far rientrare non solo i connazionali presenti, ma anche tutti gli afgani che hanno collaborato con le istituzioni italiane, chi ha lavorato con il nostro contingente ma anche chi si è impegnato con la Cooperazione Italiana, che ha diversi progetti in Afghanistan seguiti da personale afgano, o chi ha lavorato per le nostre Ong e associazioni, da cui giungono segnalazioni di situazioni umanitarie molto drammatiche". "Abbiamo persone a Herat - ha proseguito Sereni - che per essere trasferite dovrebbero poter raggiungere l'aeroporto di Kabul. Si tratta di portare in salvo queste e tutte le altre persone che hanno legami con il nostro Paese, che ci hanno aiutato e che possono essere accolte da noi, grazie anche alle tante amministrazioni locali che si sono offerte di ospitarle. Insieme ai partner europei e della Nato, abbiamo sottoscritto un appello a chi oggi ha il potere in questa situazione di consentire l'uscita ordinata e sicura, non solo degli stranieri ma anche di tutti gli afghani che desiderano lasciare il Paese".
"Ora - ha detto ancora la vice ministra - è presto per poter dire quale dovrà essere l'atteggiamento della comunità internazionale nei confronti dei talebani che si sono insediati a Kabul, anche perché arrivano messaggi contrastanti tra i comportamenti e le parole che vengono dette. Oggi si riunisce il Consiglio di sicurezza dell'Onu e sarà importante in quella sede capire cosa pensano le altre potenze e i Paesi non occidentali. Guardando al futuro, per le democrazie occidentali sarà determinante verificare che l'Afghanistan non torni ad essere un "luogo sicuro" per il terrorismo internazionale ma c'è anche una domanda che riguarda il rispetto dei diritti umani e in particolare quelli delle donne, la cui condizione in questi vent'anni, soprattutto nelle aree urbane, è cambiata e che deve essere preservata, così come quella delle bambine e dei bambini a cui è stata finora assicurata la possibilità di andare a scuola".


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