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Libia, Sereni a Radio Immagina: Italia orgogliosa di contributo avvio dialogo e riunificazione

06 Aprile 2021




Ascolta l'intervista

“La Libia è stata attraversata da una drammatica guerra civile e l’Italia, insieme agli altri Paesi europei e alle Nazioni Unite, si è impegnata per mettere da parte le armi e riportare al dialogo i libici; ora questo processo per cui abbiamo spinto moltissimo sta avendo corso”. Lo ha dichiarato a Immagina la Vice Ministra degli Esteri Marina 
Sereni, che ha aggiunto: “Si tratta di un risultato fino a un anno fa impensabile, con un cessate il fuoco che regge, un accordo per svolgere elezioni a dicembre e un governo di unità nazionale. Si sta lavorando alla riunificazione di tutte le istituzioni, di quelle politiche ma anche di quelle economiche, pensiamo all’estrazione del petrolio che è ricominciata. In breve, è rinata una speranza che la comunità internazionale ha il dovere di sostenere”.

“Come ha ricordato il Presidente Draghi - ha proseguito Sereni - l’Italia non è mai andata via dalla Libia, siamo gli unici ad aver continuato a tenere aperta l’ambasciata, abbiamo sempre dialogato con tutti per la pace, l’unità e la sovranità libiche e di questo dobbiamo essere orgogliosi. Siamo stati fondamentali nel portare l’Europa, unita, ad assumersi responsabilità in Libia e questo va riconosciuto. Senza esaltare troppo il nostro ruolo, perché non siamo stati l’unico attore, resta il fatto che si sono ottenuti dei risultati e che oggi si possono raccogliere frutti. L’amicizia italo-libica è molto forte e a Pasqua è arrivato a Tripoli un carico umanitario partito da Brindisi con dieci tonnellate di materiale sanitario. Ora - ha spiegato la Vice Ministra - occorre pensare al rilancio dei progetti. Prima della guerra se n’erano studiati alcuni, di tipo infrastrutturale, molto importanti, penso ad esempio all’autostrada, sui quali le imprese italiane potranno ricominciare a lavorare”.

“Naturalmente, - ha detto ancora Sereni - serve che regga il cessate il fuoco e la comunità internazionale può contribuire alla pacificazione mandando degli osservatori internazionali che saranno non armati. Il contesto è ancora fragile, vi sono ancora sul terreno militari stranieri, la cui fuoruscita è essenziale. Quando l’Europa è stata divisa sul da farsi si sono fatti avanti altri attori e questo come europei deve forse farci da lezione. Ma ora in Libia l’Europa parla con una sola voce. Dopo la prima visita del ministro Di Maio, ne è seguita un’altra, la settimana successiva, insieme ai ministri Le Drian e Maas, per marcare fortemente l’unità dei principali attori europei. Quando a breve si rinnoverà Irini, la missione navale europea a guida italiana, essa potrà anche essere utilizzata per il monitoraggio del cessate il fuoco. Con Biden, anche gli Stati Uniti faranno sentire maggiormente il proprio peso nel Mediterraneo, rispetto a quanto avvenuto con la precedente amministrazione Trump, e questo è un bene. Tuttavia in questa regione gli europei devono essere protagonisti. Se vogliamo evitare che altri attori prendano la scena, - ha concluso la Vice Ministra - bisogna investire nell’area mediterranea con una efficace politica di vicinato tra la sponda Nord e quella Sud, una collaborazione e un dialogo che servono se vogliamo davvero fronteggiare le crisi e trarre lezioni da eventi come il Covid”. 


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