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News dal Parlamento di Franco Mirabelli: il nuovo Governo e il ruolo del PD

20 Febbraio 2021



Cari,

Da poco si è insediato il nuovo Governo, presieduto da Mario Draghi, che il PD ha scelto convintamente di sostenere per senso di responsabilità, nell'interesse del Paese e rispondere così all'appello del Presidente della Repubblica. Qui di seguito trovate alcuni interventi e alcune interviste sulle vicende di questi giorni.
Franco Mirabelli


Draghi ha restituito dignità alla responsabilità nazionale

Intervento in Senato in seguito alle comunicazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi (video).

Ringrazio sinceramente il Presidente Draghi per la sobrietà con cui ha saputo trasmetterci comunque tanta forza e tanta passione e con cui ha restituito senso e dignità all’espressione “responsabilità nazionale”, che non è una fuga dalla politica, non è uno slogan ma non è neanche un modo per marcare le differenze. È l’idea che riporta la politica alla sua giusta dimensione, quella di servizio al Paese e ai cittadini.
Ha ragione il Presidente Draghi a dire che dobbiamo ridare credibilità e fiducia alle e nelle istituzioni. Questa non è solo una necessità oggi in emergenza ma è una grande questione democratica.
Rimettiamoci tutti a cercare soluzioni ai problemi, a lavorare per risolverli non per agitarli.
Rinunciamo alle campagne elettorali permanenti che hanno tanto pesato negativamente sulle istituzioni e che hanno anche alimentato sfiducia e distanza dai cittadini.
Il nostro sostegno e il nostro contributo per ricostruire il Paese non mancheranno e faremo la nostra parte, convinti che oggi non serva governare pensando solo al contingente e all’emergenza ma serva quella tensione verso il futuro a cui il Presidente Draghi ci ha richiamato. Serve orientare le decisioni, guardando al futuro, alle prossime generazioni, sapendo che sarebbe un errore gravissimo auspicare che, finita la pandemia, tutto possa o debba ritornare come prima. Ha fatto bene il Presidente Draghi a ricordarcelo e a trarne le conseguenze nel suo programma, mettendo al centro l’ambiente, la green economy, la lotta alle diseguaglianze e la digitalizzazione.

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Non confondere la vocazione maggioritaria con l'autoisolamento

Credo che oggi il compito del PD sia di dare una mano al Paese e sostenere il Governo Draghi.
È chiaro che la maggioranza larga che sostiene l’Esecutivo ha già cambiato e cambierà la politica italiana e il PD deve saper interpretare la nuova fase e rafforzare il proprio profilo, valorizzando di più le nostre idee e le nostre proposte. Dobbiamo riuscire a far vivere un progetto che parli a tutta la società italiana.
Questa è la vocazione maggioritaria che non deve essere confusa con l’autosufficienza.
L’errore di confondere vocazione maggioritaria con l’autoisolamento l’abbiamo già fatto e ci ha consegnato il risultato elettorale del 2018 e l’attuale posizione di quarta forza parlamentare.
Francamente non ho nostalgia della “splendida solitudine” che fino all’agosto del 2019 ci aveva condannato all’irrilevanza e, in Parlamento, a ridurci ad agitare i cartelli nelle Aule parlamentari.
Oggi il PD conta in questo Governo ed è stata importante per il Paese, per il suo ancoraggio in Europa, aver scelto di allearsi al Governo con LEU e 5stelle.
È giusto ripartire da qui se vogliamo costruire un campo democratico che sia ancora più largo.
Continuo a pensare che non ci siano strade diverse dentro e fuori dal Parlamento, se non quella della solitudine magari nobile e orgogliosa ma che riduce la possibilità di contare e di costruire le condizioni per competere con il centrodestra.


La svolta dell'89: il futuro ha radici antiche

Intervento all'incontro "La svolta dell'89: il futuro ha radici antiche" (video).

Achille Occhetto e Salvatore Veca sono stati i protagonisti di una stagione straordinaria e hanno dato un contributo straordinario a noi, che allora eravamo giovani della FGCI.
La FGCI di Milano fu una delle poche Federazioni giovanili e io fui uno dei pochissimi Segretari, sicuramente quello della Federazione più grande, che si espresse immediatamente a favore della “Svolta” evocata da Occhetto alla Bolognina, principalmente perché vivevamo un travaglio che ci aveva già portato a evocare molte delle questioni che poi abbiamo ritrovato nelle proposte e nei contenuti, nei valori e nelle idee che la “svolta” e la costruzione del PDS aveva riassunto.
Intanto, dobbiamo ricordarci che quel passaggio avvenne, dal punto di vista della mia generazione, dopo alcuni eventi che ci avevano segnato molto, dal punto di vista dell’assunzione del tema della libertà come un tema decisivo, che non poteva essere messo in secondo piano rispetto a nulla.
Ricordo una straordinaria assemblea in Sala Gramsci in Via Volturno a Milano, in cui, dopo che i carri armati entrarono a Varsavia per portare al potere Jaruselski, la FGCI ebbe uno scontro duro con Pajetta proprio sul tema della libertà, in quanto nessun fine poteva giustificare la privazione della libertà.

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Il Governo, la Giustizia, le carceri

Intervento a Radio Immagina (video - file audio).

Guardando anche a quello che sta succedendo negli altri Paesi europei, penso che noi siamo riusciti fino ad ora a evitare una ripresa della circolazione del virus e una forte presenza delle varianti. Credo che ci debba essere molta prudenza e, quindi, non credo che il nuovo Governo debba cambiare in alcun modo linea rispetto a ciò che abbiamo fatto in questi mesi e che ha consentito al Paese di tenere aperta gran parte della propria attività produttiva ma allo stesso tempo serve mantenere le restrizioni che hanno consentito di tenere bassa, per ora, la curva dei contagi. Se la comunità scientifica ci suggerirà altri interventi restrittivi, a partire dalla preoccupazione della diffusione delle varianti, credo che vada ascoltata, come abbiamo fatto fino ad ora.
Penso che in questo momento il tema sia quello di ragionare su interventi più mirati, perché non mi pare che ci sia un problema generalizzato ma ci sono alcuni focolai delle nuove varianti in alcune zone che credo vadano isolate, anche per poter recuperare la capacità di tracciamento dei contagi.

Non solo mi aspettavo l’atteggiamento della Lega ma registro anche che le dichiarazioni di Garavaglia arrivano subito dopo l’invito del Presidente del Consiglio a limitare le esternazioni e le ragioni di tensione all’interno del Governo.
Penso che la Lega debba prendere atto che adesso sta nel Governo e che non può pensare di starci godendone dei benefici e scaricando sugli altri le responsabilità. Si tratta, infatti, di assumersi unitariamente tutte le responsabilità delle scelte.

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Serve un disegno di riordino del settore dei giochi

Intervista di Radio Immagina (video).

Purtroppo non siamo riusciti a fare una legge complessiva sul gioco d’azzardo in questa Legislatura e neanche in quella precedente, fermandoci ad un passo dall’ottenere il risultato. Alla fine della scorsa Legislatura, infatti, eravamo arrivati ad un accordo Stato-Regioni per una legge che regolamentasse complessivamente il gioco. Eravamo arrivati molto vicini a farla. Il testo del disegno di legge di riordino del settore che ho ripresentato in questa Legislatura riprende ciò che si era deciso nella Conferenza Stato-Regioni, dopo una lunghissima discussione, che ha visto anche il contributo delle associazioni che si occupano di gioco. Ad oggi, però, non siamo ancora riusciti a mettere la politica a misurarsi su questo tema.
Purtroppo, continuiamo a intervenire sul gioco solo in termini di entrate. C’è stato anche qualche provvedimento tampone ma poi in realtà, anche prima della pandemia, quasi tutti gli interventi guardavano al gioco d’azzardo come a un’occasione per aumentare il PREU, le tasse e, quindi, le entrate dello Stato.
È evidente che non si può tentare di abbassare l’offerta e la domanda di gioco e contemporaneamente pretendere che da questo settore arrivino sempre più soldi allo Stato. Bisogna fare, quindi, una legge di riordino, sapendo però che il presupposto è quello di ridurre di molto le aspettative di entrate per lo Stato da questo settore.

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Questo Governo ci imporrà una riflessione su come collocarci

Intervento all’assemblea del Circolo PD di Trezzano sul Naviglio e del Sud Ovest milanese (video).

La Direzione Nazionale del PD ha votato all’unanimità la relazione del Segretario Zingaretti in cui si decide di sostenere il Governo Draghi.
Queste settimane sono state difficili, con una crisi di Governo totalmente incomprensibile e dannosa, in una fase in cui probabilmente i cittadini avrebbero preferito vedere una politica che si occupasse dei problemi e delle emergenze anziché fare teatrini o, come ha spiegato Renzi a tutti i giornali internazionali, di lavorare nei corridoi per far cadere un Governo.
Noi, in tutta questa fase abbiamo contato sulla forza dell’unità del PD e abbiamo condotto unitariamente una battaglia politica, guardando all’interesse del Paese.
Si è aperta una crisi, totalmente incomprensibile.
Adesso c’è una parte che ci dà sempre lezioni che sta spiegando che la crisi del Governo Conte Bis sarebbe il fallimento del PD, perché aveva difeso quell’esperienza (a mio avviso giustamente) e cercato di rilanciarla. La realtà è che fino ad agosto del 2019, a causa del risultato elettorale drammatico del 2018, eravamo una forza che in Parlamento al massimo poteva discutere se era opportuno sventolare i cartelli e cosa scriverci sopra. Oggi, invece, siamo una forza che è stata determinante in un Governo che ha riportato l’Italia in Europa, che ha conquistato il Recovery Fund, che ha aiutato a compiersi un’evoluzione positiva di M5S, che ha cambiato i Decreti Salvini, che ha gestito una crisi drammatica e inedita come quella pandemica. Sicuramente sono anche stati fatti errori ma la situazione è questa.

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