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Governo, Mirabelli: riforma processo civile e penale obiettivo primario

17 Febbraio 2021

Intervento sulla fiducia al Governo Draghi, giustizia e lotta alle mafie



Ringrazio sinceramente il Presidente Draghi per la sobrietà con cui ha saputo trasmetterci comunque tanta forza e tanta passione e con cui ha restituito senso e dignità all’espressione “responsabilità nazionale”, che non è una fuga dalla politica, non è uno slogan ma non è neanche un modo per marcare le differenze. È l’idea che riporta la politica alla sua giusta dimensione, quella di servizio al Paese e ai cittadini.
Ha ragione il Presidente Draghi a dire che dobbiamo ridare credibilità e fiducia alle e nelle istituzioni. Questa non è solo una necessità oggi in emergenza ma è una grande questione democratica.
Rimettiamoci tutti a cercare soluzioni ai problemi, a lavorare per risolverli non per agitarli.
Rinunciamo alle campagne elettorali permanenti che hanno tanto pesato negativamente sulle istituzioni e che hanno anche alimentato sfiducia e distanza dai cittadini.
Il nostro sostegno e il nostro contributo per ricostruire il Paese non mancheranno e faremo la nostra parte, convinti che oggi non serva governare pensando solo al contingente e all’emergenza ma serva quella tensione verso il futuro a cui il Presidente Draghi ci ha richiamato. Serve orientare le decisioni, guardando al futuro, alle prossime generazioni, sapendo che sarebbe un errore gravissimo auspicare che, finita la pandemia, tutto possa o debba ritornare come prima. Ha fatto bene il Presidente Draghi a ricordarcelo e a trarne le conseguenze nel suo programma, mettendo al centro l’ambiente, la green economy, la lotta alle diseguaglianze e la digitalizzazione. Sono i temi che, insieme alle forze che hanno sostenuto il Governo Conte Bis e insieme al lavoro, noi consideriamo centrali, su cui ci troverà davvero in sintonia e su cui è giusto orientare consistenti investimenti pubblici.
Il Presidente Draghi, giustamente, ha sottolineato come ci siano due fattori decisivi per la ripartenza del Paese; due handicap che dobbiamo superare mettendo in campo risorse e riforme: la giustizia e la lotta alla corruzione.
Il Presidente Draghi ha già indicato bene gli obiettivi da perseguire per accelerare i procedimenti civili e smaltire gli arretrati e, da questo punto di vista, credo che vadano confermati e implementati gli investimenti previsti nella Legge di Bilancio e nel Recovery Plan e le assunzioni previste sono strumenti che possono, insieme ad alcuni interventi di riforma, consentirci di proseguire nell’efficientamento della Giustizia Civile iniziato con la Riforma Orlando.
Ma il Ministro Cartabia, a cui faccio i nostri migliori auguri di buon lavoro, avrà di fronte altre due significative questioni non rinviabili: la riforma del processo penale e la riforma delle carceri.
Il tema non è soprattutto la prescrizione e tanto meno una discussione ideologica su questo.
Non è pensabile che si possa prevedere che un processo possa non finire mai, né è accettabile che i processi non arrivino a sentenza.
Il tema, per noi, è riformare il processo, prevedere tempi certi per le diverse fasi, responsabilizzare i magistrati, investire sulla giustizia riparativa e i patteggiamenti.
Si può fare e fare in fretta.
E allora anche la questione della prescrizione assumerebbe un’altra dimensione: ci sono due proposte di riforma del processo civile e del processo penale in Parlamento: ripartiamo da queste.
Inoltre, il Recovery Plan è una straordinaria opportunità per intervenire sull’edilizia carceraria, investire sui circuiti trattamentali interni ed esterni. Bisogna lavorare per una riforma che metta al centro la Costituzione e impedisca che il carcere continui ad essere un riproduttore di criminalità e violenza ma diventi un’opportunità di redenzione, ripensamento e recupero.
Il Presidente Draghi ha sottolineato la necessità di restituire sicurezza e legalità al Sud e combattere la corruzione.
Purtroppo le mafie non sono solo un problema del Sud ma sono un cancro nazionale e internazionale che va combattuto in quella dimensione: serve investire sulle banche dati, serve diffondere le migliori pratiche per controllare i flussi di denaro, gli appalti e impedire le infiltrazioni mafiose, cosa che il Ministro Lamorgese ha cominciato a fare. E serve qualificare la Pubblica Amministrazione e le centrali appaltanti per evitare che si riproponga l’assurda scelta per cui o si è garanti della legalità o si accelerano le opere, contrapponendo legalità ed efficienza.
Ci riconosciamo nel merito e nello spirito delle cose che il Presidente Draghi ha detto.
Noi ci siamo: faremo la nostra parte, guardando all’interesse del Paese.

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