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Cambiare parole per combattere la violenza - intervento di Rosa Maria Di Giorgi su La Nazione

25 Novembre 2020


Le deputate del Pd chiedono alla stampa un impegno mirato a difesa delle #donne a partire dal linguaggio e dalla scelta dei titoli degli articoli


Oggi è il 25 novembre. Tutti i giornali, i siti web, i contenitori di informazione ricorderanno la giornata internazionale contro la violenza. Ci saranno foto di scarpe rosse, di panchine o forse i volti con un segno rosso su uno zigomo. È importante, ma è facile. Stavolta noi vi chiediamo altro. Il vostro lavoro è fondamentale. Lo è da sempre. Lo è tanto più nell’era della comunicazione immediata, dell’immagine. Troppo spesso titoli non riflettuti, stereotipati, non raccontano le donne, raccontano un’immagine sbagliata e nociva, e in alcune occasioni una visione misogina, maschilista, sessista. Molte giornaliste si sono attivate con forza per cambiare tutto questo, e noi siamo al loro fianco convintamente, tanto più nella consapevolezza che sono ancora poche le donne in posizione apicale nelle redazioni.

Apprezziamo iniziative importanti, come quella del presidente Verna, come i codici per ‘raccontare i femminicidi’ che speriamo vengano rispettati ed attuati. Pensiamo però davvero che la sfida contro la violenza riguardi un Paese intero, riguardi uomini e donne, riguardi la cultura e la comunicazione. Raggela dover leggere proprio alla vigilia del 25 novembre articoli a nostro parere culturalmente sbagliati e, pur nel rispetto della libertà di comunicare, non possiamo più accettare, magari su testate che percepiscono contributi pubblici, parole che raccontano che... è ‘l’imprudenza’ delle donne a determinare uno stupro. La violenza si combatte rispettando la libertà femminile. Rispettando la differenza di genere. E anche cambiando le parole. Il linguaggio di genere è un tema molto molto serio e può contribuire ad aprire una pagina nuova, a mettere le basi per una stagione in cui il rispetto tra i generi sia la normalità.


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