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Dopo le “quote rosa” è il momento di una “quota disabili” nella legge elettorale - di Nicola Corea

12 Novembre 2020

Per garantire adeguata rappresentanza in Parlamento e negli enti locali



Nelle ultime legislature il Parlamento ha approvato misure normative volte a promuovere l’equilibrio di genere nel nostro sistema elettorale. Inoltre, misure promozionali delle pari opportunità uomo/donna sono state introdotte anche nei più recenti provvedimenti riguardanti la disciplina dei partiti politici.

Parimenti, misure a favore della rappresentanza di genere sono previste anche dalle leggi elettorali regionali, in particolare con la legge 15 febbraio 2016, n. 20, che introduce il principio fondamentale secondo cui le Regioni a statuto ordinario sono tenute a disciplinare con legge il sistema elettorale regionale, adottando specifiche misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive.

Tuttavia, introdurre correttivi a tutela delle quote rosa non basta, occorre, altresì, una legislazione elettorale – nazionale e regionale - che garantisca rappresentanza a tutte le minoranze. Anche ai disabili, da sempre invisibili o scarsamente presenti nelle assemblee elettive.

Il diritto alla partecipazione politica ha una storia lunga e controversa. Proclamato solennemente all'articolo 21 della Dichiarazione universale dei diritti umani, è diventato giuridicamente vincolante con l'inserimento nel patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR).

Le persone con disabilità, di solito, sono prive del giusto impatto politico e, nonostante il loro vasto numero nella società, sono storicamente soggette a pregiudizio con conseguenze durature, che hanno comportato la loro esclusione sociale.

La partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica e pubblica ed al processo democratico è essenziale per lo sviluppo delle società democratiche.

La società deve riflettere la diversità dei propri cittadini e trarre vantaggi dalle loro diverse esperienze e conoscenze. È, pertanto, importante che le persone con disabilità – oltre ad esercitare il diritto di voto che è già ampiamente garantito - possano essere parte delle istituzioni democratiche ed avere la giusta rappresentanza in seno agli organi elettivi nazionali e locali.

Sebbene formalmente e giuridicamente sia riconosciuto ai disabili un ruolo attivo nelle istituzioni e nelle assemblee elettive, il loro numero in Parlamento e nei Consigli regionali è ancora assai modesto, pertanto, è opportuno riservare una quota di posti ai disabili in modo da garantire loro adeguata rappresentanza e partecipazione ai processi legislativi e decisionali.


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